Canarie: Fuerteventura e fine del viaggio.

E’ mattina quando lasciamo il nostro affittacamere, salutiamo la gentile signora sudamericana che ci ha ospitati a modico prezzo per le 5 notti e raggiungiamo in autobus l’aeroporto di Tenerife Nord.
L’aereo ci porta in poco meno di un oretta su Fuerteventura, la nostra ultima destinazione. Dopo lo sbarco ci orientiamo fra le corse degli autobus che partono dal terminal: dobbiamo raggiungere la parte sud dell’isola fino alla località di Morro Jable, che significa “villaggio di pescatori”.

Dopo un viaggio di varie ore senza sapere bene dove scendere, indovino la fermata che ci lascia a pochi metri dal Residence dove abbiamo prenotato 3 notti in un appartamento a due piani che si affaccia davanti ad una piscina del complesso ricettivo ed è non molto lontano dalla spiaggia.
Un manovale che sta dipingendo alcune ringhiere ci apre il pesante cancello di metallo azzurro e ci consegna una busta e la chiave per l’appartamento: essendo domenica la Reception è chiusa ma hanno previsto questa soluzione per farci avere le chiavi e fare il check-in l’indomani mattina, così dopo aver sistemato i bagagli e dato una occhiata nell’appartamento, possiamo scendere subito lungo il belvedere e farci una camminata lungo la spiaggia costeggiando l’acqua fredda e frizzante che si tinge dei colori del tramonto.

Appena la notte si fa avanti, la passeggiata pedonale già molto frequentata si fa affollata e possiamo osservare le molteplici luci di locali e ristoranti che si accendono velocemente. Restiamo sulla spiaggia fin dopo il tramonto, quando la fresca brezza marina ci fa alzare e dopo aver fatto un pò di spesa consumiamo una ricca cena nell’appartamento, mentre il Resort si rianima un pò per l’uscita serale di tanti turisti (prevalentemente tedeschi che prediligono questa località per i bagni di sole e il mare). La sera facciamo un giretto nel piccolo centro storico ripromettendoci di tornarci il giorno dopo.

Per il resto passiamo la giornata successiva al mare, crogiolandoci al sole, protetti dal vento grazie al promontorio, l’intenzione è passare gli ultimi giorni al mare, e mi faccioa anche un bagno. L’acqua è gelida ma il sole e il venticello leggero mi asciugano subito, nel pomeriggio invece raggiungiamo, sempre in autobus un altra zona di spiagge: Costa Calma e ci dedichiamo anche all’ acquisto di una fotocamera digitale in un piccolo centro commerciale, approfittando della mancanza dell’iva, sostituita da una imposta del 5% percio più bassa che in Italia e che permette di acquistare articoli di elettronica a prezzo conveniente.
Sulla convenienza dell’acquistare hig-tech e articoli elettronici alle Canarie per la verità ho qualche dubbio, almeno per i negozietti sparsi dappertutto che spesso propongono prezzi “concorrenziali” che però maggiorano con “optional” e aggiunte come adattatori per il cavo di ricarica, schede di memoria e paccottiglia come treppiedi, custodie ecc, che alla fine fanno lievitare il prezzo portando ad un risparmio minimo.
Nel nostro caso un fotocamera digitale ultracompatta in Italia l’abbiamo trovata 6 mesi più tardi in offerta al prezzo di € 99,99 mentre noi l’avevamo pagata 120 € con adattatore per cavo di ricarica e una memory-card da 5GB di marca Samsung, quindi in sostanza allo stesso prezzo….

Detto questo se avete voglia di trattare senza cedimenti e di girare negozi e centri commerciali, potreste anche fare qualche piccolo affare, ovviamente attenti alle fregature e controllare che ciò che comprate sia sempre funzionante, non contraffatto e coperto da garanzia.
Il caldo si fa sentire e così torniamo nel pomeriggio in struttura per riposarci un pò, per poi uscire la sera per mangiare fuori un piatto di pesce a buon mercato. Il lungomare si rianima sempre nella notte e sentiamo i rumori di una discoteca scandire le ore, ma all’interno del resort dove alloggiamo la quiete e tranquillità la fanno da padroni e dormiamo saporitamente anche la seconda notte.
Fuerteventura sembra l’isola più “povera” e a buon mercato dell’arcipelago. C’è molta rilassatezza, ma anche un pò di “crisi” e infatti troviamo case in vendita a turisti e a prezzo scontato un po’ d’appertutto.

L’indomani mattina abbiamo l’intenzione di spostarci verso Corralejo nel nord, dove dovremo prendere il traghetto per tornare a Lanzarote l’ultimo giorno dove ci attende il volo di ritorno. Il viaggio volge al termine e decidiamo di fare un sopralluogo a sud di Corralejo dove si trova una area lungo la costa lunga 11 km dichiarata parco naturale, appunto il Parque Natural de las Dunas de Corralejo (dove sono stati girati vari film come Exodus, Star Wars e la serie di Games of Trones se siete fans. La sabbia di questa spiaggia è molto chiara e quando arriviamo alla fermata dell’autobus, decidiamo di non scendere, perchè c’è molto vento e il sole batte implacabile, l’unica cosa che deturpa veramente la vista è un mega complesso di hotel costruito prima che fossero bloccate ulteriori speculazioni edilizie al limite del parco naturale.

Dalla spiaggia si ha comunque una fantastica vista sulle isole di Los Lobos e Lanzarote. Proseguiamo il nostro percorso in autobus e alla fine scendiamo al terminal dove mi informo sugli orari dei traghetti alla biglietteria poco distante.
Corralejo non ci fa una grande impressione: troppo cemento e troppo turismo, sparsi ovunque resort e ristoranti, senza contare ampie zone di costruzioni abbandonate e non terminate. Da l’impressione di una città “turistica” nata in funzione solo degli stranieri (specialmente inglesi) che passano qui le loro vacanze.
Dopo un breve giro sul lungomare e fra i negozi di souvenir e per turisti, facciamo un pò di spesa per la sera e prendiamo il primo autobus per Morro Jable.

La sera la passiamo facendo una camminata fino al porto di Morro Jable dove vediamo alcune vasche recintate dove nuotano placide tartarughe marine che fanno parte di qualche progetto di protezione e recupero.
Il porto è deserto e un traghetto diretto a Gran Canaria o Tenerife lascia la banchina sotto i nostri occhi mentre il sole tramonta all’orizzonte. I bagagli sono già pronti, torniamo lentamente fino al resort per recuperare i panni lavati e asciugati nella lavanderia automatica. Domani lasceremo la struttura il prima possibile per tornare a nord.

La mattina fresca e un pò umida faccio l’ultimo giretto lungo il belvedere osservando gli scoiattoli che si arrampicano sui muri di cinta dei resort o sulle palme che costeggiano la passeggiata pedonale, poi dopo colazione, check-out e via fino alla fermata dell’autobus. Per le 10.00 siamo sull’autobus con cui riattraverseremo tutta l’isola. Verso ora di pranzo raggiungiamo Corralejo, il tempo di un panino e di prendere il biglietto per il traghetto e siamo in fila per l’imbarco. La traversata verso Lanzarote dura appena una mezz’oretta, costeggiando l’Isla de Lobos e sbarcando nel porto di Playa Blanca. Sappiamo già dove si trova la fermata degli autobus per Arrecife e diamo anche qualche indicazione ad alcuni turisti stranieri distratti, poi ci disponiamo all’attesa. Dopo un oretta saliamo a bordo dell’autobus e osserviamo il paesaggio familiare di Lanzarote, arido e vulcanico, costellato di vitigni e segnato dai profili dei rilievi vulcanici all’orizzonte. La nostra destinazione è sempre Puerto del Carmen, dove scendiamo alla solita fermata utilizzata tante volte nei nostri primi giorni sull’isola e raggiungiamo lo stesso complesso di bungalow dove abbiamo alloggiato. Il resto del giorno lo passiamo a comprare qualche ricordo da riportare e a fare una camminata sul lungomare dove l’aria è più fredda e frizzante.


Ormai il viaggio volge al termine, non ci resta che preparare il bagaglio per il volo che ci riporterà in Italia passando per Barcellona, domattina dopo qualche ora di volo e un breve cambio, sbarcheremo a Fiumicino nella piena stagione invernale per ritrovarci a casa fra le montagne d’Abruzzo…
Al prossimo viaggio….

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