Visita a Tenerife. Terza parte del viaggio.

Sbarchiamo dal solito ATR72 all’aeroporto di Tenerife Norte e con un autobus ci dirigiamo verso la località de “La Laguna”: una città storica dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO dal 1999 come “esempio unico di città coloniale senza mura”. Appena scesi dall’autobus ci aggiriamo per le strade pedonali della cittadina in cerca del nostro alloggio e abbiamo una sgradevole sorpresa…
Avendo prenotato una struttura ricettiva nel centro, che era anche un ristorante per feste e banchetti. sapevamo di dover chiamare un numero di telefono stampato sulla conferma di prenotazione per farci venire ad aprire, purtroppo dopo aver chiamato svariate volte il numero, nessuno ci risponde, mentre vediamo che altri numeri di telefono sono stati attaccati alla porta, il meteo cambia repentinamente e siamo costretti a rifugiarci in un bar per ripararci dalla pioggia e dal vento che fanno precipitare le temperature a 10°C.
Quando la tempesta si calma torniamo davanti alla struttura che è sempre chiusa, il credito al cellulare per chiamare è terminato perchè disperato ho lasciato un messaggio in segreteria sempre in spagnolo per avvisare che siamo davanti alla struttura, perciò non riesco a chiamare l’altro numero trovato sul cartello. Alla fine troviamo una altra sistemazione in un affittacamere poco distante che affitta stanzette affacciate su un cortile interno e si trova al primo piano di un edificio che ha anche una piccola cucina sull’ampio tetto piatto dove l’indomani ci godiamo il sole per riscaldarci dalla notte uggiosa e fredda.

Las Laguna

La padrona della struttura è una signora sudamericana che si dimostra molto affabile e ci ha dato subito una camera ad un prezzo bassissimo per una stanza con due letti singoli e bagno in comune(circa 15 € a notte a persona), l’unico problema per me è annullare la prenotazione nell’altra struttura e nonostante lo faccia la sera, mi addebitano l’intero ammontare come “mancata presentazione”. L’indomani mattina dopo un messaggio di fuoco in cui contesto che il contatto sulla prenotazione non era valido e non mi ha risposto nessuno, booking.com mi rifonde l’intero importo perciò almeno questa piccola disavventura finisce bene.

Santa Cruz

Dopo una sostanziosa colazione nella piccola cucina sul tetto, approntata con quello che avevo acquistato la sera prima, decidiamo di andare sempre in autobus verso Puerto della Cruz: un centro turistico molto importante situato sulla costa nord di Tenerife, molto frequentato da anziani turisti teutonici e nord-europei che cercano relax e servizi. Da questa città soleggiata e un pò ventosa scopriamo anche che parte un autobus che porta fino al Teide: il Vulcano di Tenerife che è anche la cima più alta della Spagna ed è situato all’interno di un Parco Nazionale è anche sito UNESCO risconosciuto perciò decidiamo di tornare l’indomani a Puerto della Cruz e prendere l’autobus della mattina per raggiungere la località proprio al centro dell’Isola. Il resto della giornata lo spendiamo gironzolando nel centro storico della cittadina, gustando un piatto di sardine arrosto e qualche bicchiere di birra in un piccolo locale nei pressi del porto e poi visitando il Giardino Botanico molto variegato che si trova poco distante.

Così l’indomani arriviamo di buon’ora a Puerto della Cruz e ci mettiamo in fila in attesa che le porte dell’autobus 348 per il Teide si aprano. Dopo una breve discussione da parte di turisti spagnoli con alcuni tedeschi che hanno provato a passare “davanti” alla fila, riusciamo a salire sull’autobus e a partire.

Parco del Teide

Man mano che l’autobus s’inerpica nel Parco del Teide, in mezzo a boschi di conifere e paesaggi che ci mostrano il mare l’aria si fa più fresca e anche la natura diventa sempre più “arida”, finchè non ci inoltriamo lungo una strada che costeggia massi e rocce metamorfiche resti di antiche colate laviche, in uno scenario sempre più lunare che è veramente affascinante ai nostri occhi.

Vulcano del Teide e paesaggio

Il parco naturale risale al 1954 e il vulcano che ci si presenta davanti si erge per ben 3718 metri e perciò è la più alta vetta del paese iberico. Nello spiazzo asfaltato che funge da parcheggio e area di sosta si innalza il basamento della funivia che permette di raggiungere l’altezza di 3555 metri. Da qui ci sarebbe un sentiero per raggiungere la cima ma dopo un pranzo nel “ristorante più alto di Spagna” a base di tortilla e di patate e qualche manicaretto locale, mio padre decide di aspettarmi nel parcheggio e prendo da solo la funivia che costa anche la bellezza di 25 euro a persona andata e ritorno…


La salita di pochi minuti mi porta quasi sulla cima, fra massi e chiazze di neve, nonostante il sole, fa freddo e c’è anche un vento gelido che peggiora le cose. Poco distante, oltre un cancello si può percorrere il sentiero per la cima ma ovviamente io dopo una mezz’oretta di foto e video torno indietro con la funivia mezzo intirizzito ma felice per l’esperienza: il Teide è a mio avviso una cosa che va assolutamente vista se andate a Tenerife.

Cima del Teide

Il ritorno è un pò malinconico, e l’autobus ci riporta nella chiassosa città turistica di Puerto della Cruz con i suoi turisti stranieri e pensionati che svernano qui invece che nelle fredde città del Nord Europa. Un secondo autobus ci lascia nel terminal della la Laguna, dove la pianta originale del XV secolo di questa cittadina ci accoglie di nuovo con le sue vie perpendicolari e lastricate, su cui si affacciano antichi palazzi delle nobili famiglie del passato, un luogo antico e al contempo moderno, dove il meteo può cambiare repentinamente come il giorno che siamo sbarcati dall’aereo.

La mattina successiva la passiamo a visitare una delle antiche dimore storiche della piccola città e poi facciamo qualche acquisto (ottima la marmellata di banana che da noi in Italia ovviamente non si trova…), nel pomeriggio facciamo un salto nella capitale di Tenerife: Santa Cruz che si trova a non più di 5 km da San Cristobal de La Laguna ed è velocemente raggiungibile da un tram elettrificato. Santa Cruz non mi fa una grande impressione: inquinata, piena di turisti e traffico si affaccia sull’enorme porto commerciale e turistico dove sono attraccati navi da crociera, traghetti e le più disparate imbarcazioni commerciali. Il lungomare ha un aspetto migliore dopo il tramonto ma è troppo moderno e costellato di capannoni e strutture industriali per piacermi, perfino l’Auditorium di Tenerife Adan Martin mi appare fuori luogo anche se gli abitanti della città ne vanno orgogliosi in contrapposizione con Las Palmas a Gran Canaria…. Verso sera, dopo aver dato una occhiata agli orari degli autobus nella locale stazione torniamo a La Laguna. Domani è il nostro ultimo giorno a Tenerife e andremo a sud per vedere qualche spaiggia.

Casa storica de Las Laguna

La mattina di buon’ora raggiungiamo il terminal bus da La Laguna per andare fino a Los Cristianos, una località dove la spiaggia in realtà non molto speciale è però frequentatissima e raggiungibile con gli autobus da tutta l’isola, poco distante c’è la Playa de las Americas che raggiungiamo a piedi sotto un sole cocente, dopo aver pranzato in uno dei tanti ristoranti turistici nella media. Il Rum canario senza ghiaccio ci stona un pò (qui ne fanno anche una versione al miele molto rinomata) e ci sediamo sul belvedere per riprenderci un pò anche dal vento (quasi onnipresente alle Canarie, ricordatelo) fastidioso che rinforza portando ombrelloni e cappelli di turisti distratti.
Per curiosità diamo una occhiata ai traghetti del porto di Los Cristianos, l’intenzione era provare a prendere un passaggio per La Gomera: la piccola isola che fronteggia Tenerife e fa parte dell’arcipelago canario ma ci sono pochi traghetti che partono al mattino e tornano la sera, sarà per un’altra volta, è ora di tornare a Las Laguna.

Domani ci attende un altro volo che ci farà atterrare a Fuerteventura, l’ultima isola che visiteremo prima di tornare a Lanzarote via traghetto per il nostro volo di ritorno in Italia. Il nostro viaggio è ormai oltre la metà, ma questa è un’altra storia….

Dal Teide

Un pensiero riguardo “Visita a Tenerife. Terza parte del viaggio.

  1. Il Teide è un bellissimo esempio di montagna affacciata sul mare, direi che Tenerife è la meta ideale per chi vuole sia il mare che la montagna. Penso che se dovessi scegliere quale isola visitare sceglierei questa. 😉

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