Isole Canarie: Lanzarote.

Nel marzo del 2014 avevo deciso di andare a “vedere” alcune delle isole Canarie (le isole sono 7, di cui Tenerife, e Gran Canaria sono le principali, oltre a Las Palma, Fuerteventura e Lanzarote, ci sono poi le due più piccole e meno abitate di La Gormera e El Hierro), l’obiettivo era di capire se si potesse aprire una attività turistica su una delle isole e se la cosa potesse essere “remunerativa”.
Vi dico subito che l’idea è stata accantonata alla fine del viaggio, al ritorno…I motivi sono molteplici e non fidatevi di chi prova a “rivendervi” una attività turistica alle Canarie: ci vuole molta adattabilità, sacrificio, lavoro, soldi e fortuna e rischiate sempre di andare gambe all’aria, visti i flussi turistici incostanti e la forte concorrenza presente in tutti i settori.

Per cominciare io e mio padre che mi accompagnava avevamo acquistato un biglietto Roma Fiumicino-Lanzarote, con scalo intermedio a Barcellona. La scelta delle compagnie aeree è molto varie e personalmente ho visto anche voli charter carichi di turisti nord-europei come TUI’ ecc che atterravano incessantemente negli aeroporti delle varie isole.
Appena atterrati nel piccolo aeroporto internazionale di Arrecife, capitale amministrativa di Lanzarote, abbiamo notato due cose: il vento perenne e l’aridità del luogo. Le Canarie sono quasi sempre attraversate dagli alisei, che se da una parte mitigano il calore del sole, specie in estate, dall’altra possono risultare un pò fastidiosi, soprattutto per chi non è abituato come il sottoscritto. A Lanzarote il vento è praticamente una costante, se l’isola si è rivelata molto tranquilla, forse anche per il periodo di bassa stagione e con un semplice autobus di linea (ma la maggior parte dei visitatori preferiscono noleggiare un’automobile per poter visitare le isole in lungo e in largo…) abbiamo raggiuntola località turistica di Puerto del Carmen situata lungo la costa, verso sud, dopo Arrecife. Come alloggio avevo prenotato un bungalow bianco di calce semplice, economico e pulito ed inserito in uno dei tanti complessi presenti in zona, che ci ha soddisfatto pienamente per il rapporto qualità-prezzo-posizione.
Lasciati i bagagli abbiamo subito fatto un giro sul lungomare battuto dal vento per osservare il mare mosso. L’acqua era fredda e le spiagge granulose e scure che abbiamo visto sono una caratteristica della natura “vulcanica” di Lanzarote.

Il clima in inverno è temperato e ventoso, con qualche scroscio di pioggia molto raro. L’acqua a Lanzarote come nelle altre isole è un problema, quindi non sprecatela, troverete cartelli d’appertutto e se pensate che le Canarie attirano normalmente più di un milione di turisti al mese capite quali possono essere i problemi di approvigionamento.
Camminando verso sud, lungo la spiaggia abbiamo notato moltissimi anziani turisti nord-europei in cerca di un pò di sole e del clima mite in questo periodo dell’anno. La temperatura durante il nostro soggiorno si è aggirata sempre fra i 20 e i 25° C e sebbene la parte nord dell’isola più esposta al vento sia anche più fresca (e meno turistica), la parte sud fino a Playa Bianca ha una buona escursione termica nel periodo invernale e primaverile, mentre vi sconsiglio di andarci in estate a meno che non vi piaccia il vento, il caos dell’affollamento turistico e i 40°C di media.

Per proteggersi dal vento, sulle spiaggie di Lanzarote come in tutte le Canarie si possono notare dei muretti a secco di forma semicircolare costruiti per permettere ai bagnanti di prendere il sole senza subire l’inclemenza delle correnti d’aria. Il mare scuro e mutevole mi è apparso subito incantevole e pulito. Dune e pozze di acqua bassa al tramonto si coloravano di arancio e abbiamo potuto notare il fenomeno della bassa e dell’alta marea molto accentuato su queste coste.

Dopo la prima notte a Lanzarote, abbiamo preso un autobus pubblico per raggiungere Arrecife: la capitale della piccola isola canaria non aveva molte attrazioni da mostrare, inoltre nonostante il periodo carnevalesco in cui ci trovavamo, non era molto affollata, vuoi anche perchè una pioggerella notturna aveva ricoperto strade e lungomare.
Così abbiamo fatto una puntata fino al Castillo de San Jose: una antica fortezza militare la cui parte interna era però chiusa al pubblico e che contiene un museo internazionale di arte contemporanea.

Fatta qualche foto, abbiamo gironzolato per il minuscolo centro storico per poi tornare al nostro bungalow, dove abbiamo improvvisato un pranzo a base di pesce e vino del posto. Non sembra infatti ma Lanzarote è un produttore di vino e l’indomani spostandoci verso la parte sud dell’isola abbiamo potuto notare ordinate viti protette da muretti a secco circolari e irrigate grazie ad un sistema a goccia, come quasi tutte le piante che abbiamo visto in giro.
I vigneti nodosi e contorti che prosperano grazie al fertile terreno vulcanico di Lanzarote, assieme ad agave, cactus e qualche “dracena drago” (una pianta arido resistente e secolare diffusa su queste isole) costituiscono la vegetazione di questa isola. L’interno dell’isola è desolato e spoglio, inframezzato da vecchi rilievi vulcanici, la spiaggia più famosa dell’isola detta Playa de Papagayo o Il Parco Nazionale di Timanfaya sono raggiungibili solo in automobile.


Noi abbiamo optato per muoverci in autobus nelle isole, utilizzando il trasporto locale. La popolazione locale è una mescolanza di “canarioti” (fate attenzione, non si considerano spagnoli e hanno sentimenti autonomisti e un orgoglio molto forte, che va rispettato), migranti specialmente di origine sub-sahariana che lavorano nelle strutture turistico-ricettive o nei ristoranti e poi stranieri o “expat” (espatriati) europei od occidentali che vivono qui una parte dell’anno o in modo permanente.

Il secondo giorno Playa Blanca si è rivelata subito una località molto turistica, perciò dopo aver visto la zona d’imbarco del traghetto e il lungomare protetto da scogli, abbiamo fatto ritorno a Puerto del Carmen. Complessivamente avevamo prenotato 3 notti nel bungalow, quindi l’indomani mattina, abbiamo passato la giornata al mare nella zona di Playa Onda, non lontana da Arrecife, ammirando il tramonto e preparando i bagagli per il transfert all’aeroporto del giorno seguente.


Per poter visitare in poco più di due settimane più isole possibili avevo prenotato alcuni voli interni così la mattina abbiamo preso un autobus per l’aeroporto perimbarcarci su un ATR-72 turboelica della Binter Canarias (se avete paura di volare non fatelo: questi aerei ad elica sono molto sicuri, maneggevoli e rapidi, perciò quando si predispongono all’atterraggio tendono ad andare in “picchiata” sull’aeroporto). Avendo più tempo per visitare le Canarie si può benissimo prendere i traghetti, studiandosi le rotte disponibili. Lanzarote è definita “l’isola degli sportivi” perchè molto adatta per una molteplicità di sport acquatici come il surf, il windsurf, il kitesurf, le immersioni, la vela ecc, l’interno come già detto è poco popolato e molto suggestivo per i “paesaggi lunari” che abbiamo potuto ammirare, se si vuole cercare angoli e scorci o inoltrarsi per le poche strade polverose fra le montagne dell’interno o andare verso l’isola “La Graciosa” situata poco distante dalla costa nord di Lanzarote consiglio il noleggio di una automobile; per il resto una volta decollati velocemente da l’aeroporto abbiamo potuto ammirare l’isola ventosa in tutto il suo splendore di ocra, rocce vulcaniche e spiagge scendendo velocemente di quota per atterrare all’aeroporto di una delle due isole più grandi dell’arcipelago: Gran Canaria. Ma questa parte la leggerete nella prossima puntata…

Un pensiero riguardo “Isole Canarie: Lanzarote.

  1. pensa c’è un mio collega che ogni giorno mi parla delle Canarie, vorrebbe lasciare l’Italia per andare a vivere lì, forse dovrebbe leggersi il tuo post 😉. Io non ci sono mai stato, finora, anche se più di una volta l’idea di farci una vacanza mi ha allietato molto. Chissà, magari negli anni a venire una vacanza fotografica potrei sempre farla…
    Bello questo tuo post, ricco di utilissimi consigli di viaggio e di vita. 😉

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