Scandinavia: Da Oslo a Malmo e Copenaghen (terza parte).

A Malmo resteremo 3 notti: si tratta della terza città della Svezia e ci prendiamo del tempo per vederla con calma, anche perchè è collegata a Copenaghen via ponte e vorremmo passare almeno un giorno a visitare la capitale danese…
L’ostello in cui pernottiamo, come già accennato è molto affollato, ma se non avete un “business-budget” in Scandinavia i pernotti si pagano cari e a Malmo non vi resta che l’ostello al modico prezzo di 22 € a notte in una camerata mista da 18 posti con letti a castello.
La prima notte scivola via tranquilla, siamo troppo stanchi e felici di avere un tetto sopra la testa mentre fuori nevischia. La mattina ci accoglie con una serie di rumori dovuti ai nostri “vicini” che stanno lasciando i loro letti per il check-in.
Ci alziamo anche noi e facciamo una breve colazione nella sala comune (ce ne sono due, purtroppo una è occupata da un gruppo di chiassosi operai stranieri dell’est Europa che lavorano in qualche cantiere nei pressi e alloggiano nelle camere quadruple dell’ostello. Poi c’è l’umanità varia di un ostello a cui siamo più o meno abituati: backpapers, famiglie, studenti, homeless, qualche personaggio del luogo che vive li, perfino gente che va a lavorare in ufficio….
Una volta usciti la prima cosa che vediamo immancabilmente è la Stortorget (Grande Piazza), che si trova non lontano dall’ostello. Per l’occasione ci sono molte bancarelle per un evento legato ai piatti tipici di vari paesi (fra cui l’Italia ovviamente) che occupano una parte della piazza. Non lontano veniamo attirati da uno scorcio che ci rivela la Lilla Torg (Piccola Piazza).

https://thesenseofwonder.it/2018/10/04/cosa-vedere-a-malmo-la-citta-svedese-a-due-passi-da-copenaghen/

Per il resto il Parco cittadino che si trova vicino alla Piazza Gustav Adolf è spoglio e con chiazze di neve qua e la lo lasciamo per il secondo giorno, anche perchè al centro vi è il Malmous: il castello/museo della città che intendiamo vedere con calma.
La prima giornata scorre così, fra una passeggiata nel centro e un pasto nei tanti “all you can eat” sparsi in giro (non li consiglio a meno che non abbiate un budget veramente basso, il giorno dopo mi sveglierò con un forte mal di stomaco e diarrea dovuti presumibilmente alla “zuppa al pomodoro” di uno di questi ristoranti super economici) in cui come sapete bene, mangi tutto quello che c’è con l’equivalente in corone svedesi di 12 euro a pranzo e 20 euro a cena. La sera dopo cena nello stesso “sciagurato” ristorante andiamo a letto presto e ci godiamo uno spassoso siparietto nella nostra camerata: un signore di mezza età, ovviamente italiano, con forte accento del Nord, inizia una telefonata ad alta voce con il suo cellulare, e fa rapporto sul suo viaggio a qualche familiare, ovviamente dato il suo timbro di voce possiamo sentire tutto, dalle solite frasi di rito sul “viaggio tutto a posto” a discorsi convenzionali su quello che gli hanno dato da mangiare gli svedesi, formaggini e pane, niente di che o al più scontato “qui fa freddo” (0vvio aggiungerei io visto che siamo ai primi di aprile e ci troviamo un migliaio di chilometri a nord dell’Italia….) e qualche battutina sulla promisquità dell’ostello e sulla qualità bassa, fino a lamentarsi per come sono gli svedesi,che avrebbero potuto ospitarlo in casa loro o in una sistemazione migliore e che domani dovrà andare all’università e bla bla bla, tutto ovviamente sempre ad ALTISSIMA voce, come se si trovasse in piazza in Italia e le altre 16-17 persone non esistessero. Lo spasso avviene quando un’altra voce anziana si lamenta in inglese e chiede di fare silenzio perchè è tardi e vuole “dormire” (in realtà sono passate da poco le 21.00 ma questo è un dettaglio che scrivo solo per completezza) e mentre ci sbellichiamo dalle risate, l’italiano risponde all’altro che non è tardi e se non gli va bene può anche uscire, breve battibecco in inglese e poi si torna al silenzio, dopo un breve “scusa ti richiamo perchè qui c’è qualcuno che rompe le scatole, dice che deve dormire, e si…siamo in una camerata, tutti pigiati come sardine, in effetti non è granchè, ma che ci vuoi fare sti svedesi sono tirchi….ciao ciao”.
Alla fine scivoliamo nel sonno dimenticandoci le voci dei due “ospiti” e l’indomani abbiamo già scordato il siparietto, ovviamente non li abbiamo neanche visti in faccia, solo ascoltati ridacchiando.
La mattina ci dirigiamo al Malmohus e iniziamo a visitare l’intero castello, salvandoci anche da un violento acquazzone. La vista dal castello non è niente male, ci sono scorci che dalle ampie finestre ci mostrano l’ambiente circostante del parco e il fossato pieno d’acqua su cui scroscia la pioggia, e le collezioni all’interno sono molto ampie, compresa una di storia naturale, ma a noi colpisce in particolare l’ala dedicata alla storia del castello con mobili antichi e oggetti fra i più disparati, come abiti d’epoca, armi e dipinti, fotografie…

https://www.tripadvisor.co.za/LocationPhotoDirectLink-g189839-i159243388-Malmo_Skane_County.html

Quando usciamo è ora di pranzo e il temporale è passato, dopo un pasto veloce preso al volo ci dirigiamo in autobus alla volta della “Torso Tower”: una struttura avveniristica, oltre che l’edificio più alto della Svezia, situato in un “nuovo quartiere” totalmente eco-sostenibile, costituito da case a basso impatto ambientale, e disseminato di auto elettriche (fra Norvegia e Svezia vedremo il più alto numero di auto elettriche in rapporto alla popolazione). Al piano terra della torre ci trova anche un Supermercato Bio ovviamente fornito di qualunque alimento e a prezzi svedesi, perciò ci accontentiamo di acquistare per poche corone, del pane, della frutta e un litro di succo di mela non filtrata.

https://www.abc.net.au/radionational/programs/blueprintforliving/iconic-buildings-twisting-torso,-malmo/7831080

Il terzo giorno abbiamo in programma la “gita” fino a Copenaghen, così prendiamo il treno che attraversa sul ponte di Øresund il tratto di mare che separa la Svezia dalla Danimarca e giungiamo alla Stazione Centrale dopo meno di un’ora. Il ponte è lungo quasi 16 chilometri ed è il più lungo ponte d’Europa, su cui viaggiano auto e treni. Il viaggio ci costa circa 90 corone danesi e in totale fra andata e ritorno spenderemo più di 20 euro. Arrivati a Copenaghen ci rendiamo conto che se in Norvegia e Svezia la vita era cara, in Danimarca può essere ancora più cara…

http://www.informazionelibera.net/torre-rotonda-copenaghen-la-rundetaarn/


Ad accoglierci c’è un bel vento gelido, così ci muoviamo velocemente per visitare le principali attrazioni di Copenaghen: iniziamo salendo sulla torre Circolare di Copenaghen, o Round Tower, il più antico osservatorio astronomico funzionante in Europa, da cui, dopo una ardua salita, possiamo spaziare sulla città intera. Rifugiatici all’interno in una sala dove vi è una esposizione temporanea su integrazione e rifugiati in Danimarca, scendiamo velocemente per continuare la visita della città, visto che abbiamo poco tempo.

https://www.lonelyplanet.com/denmark/copenhagen

Raggiungiamo il Palazzo Reale di Amalienborg, anche residenza invernale della regina per una breve occhiata senza soffermarci a vedere l’interno, data la fila e il poco tempo a disposizione.
Fa freddo e continuamo il nostro giro, utilizzando l’autobus solo per spostamenti di una certa distanza.
Alla fine è il Castello di Rosenborg, che raggiungiamo in autobus, a stupirci veramente: Costruito nel 1606 e ricco di collezioni quali i gioielli reali e della Corona Danese, da uno spaccato della vita di corte e circondato da giardini non ancora fioriti ma ben tenuti è veramente un colpo d’occhio notevole.

https://www.copenaghen.net/cosa-vedere-copenaghen/castello-rosenborg/

Dopo aver visto con i nostri occhi la famosa e significativa Nhyavn, piccolo porto pieno di fantastiche navi risalenti ai tempi antichi, circondate da intere file di coloratissimi edifici e costruito da Re Cristiano, ci dirigiamo a piedi fino alla famosa Sirenetta e poi facciamo un salto nella Città Libera di Christiania, situata nel centrale distretto di  Christianshavn. Non so cosa mi aspettavo, ma al di la dei bellissimi murales e della folta folla variopinta di persone che vanno e vengono, troviamo un pò di edifici mal tenuti, alcuni perfino diroccati, tanti mini-locali e birrerie alla buona che invitano a sedersi e consumare e una vasta fauna “alternativa” che siede tranquillamente all’aperto bevendo birra o fumando canne. Dappertutto cartelli anche in inglese ricordano esplicitamente di non fare foto all’interno della comunità e di chiedere sempre il permesso. Su tutto aleggia l’odore dolciastro di hashish che non viene però venduta alla luce del sole. Una donna ubriaca ha un attacco di rabbia di cui non riusciamo a capire una parola e dopo un quarto d’ora usciamo dall’ingresso riccamente decorato da dove eravamo entrati e torniamo verso la stazione.

https://www.routesnorth.com/copenhagen/life-after-weed-visiting-christiania-in-copenhagen/

Il nostro viaggio verso Malmo è veloce e tranne un piccolo fraintendimento con la controllora (sbadatamente ci sediamo nei sedili della prima carrozza che sono riservati alla prima classe e ce lo fanno notare) il treno ci riporta abbastanza velocemente a Malmo, in piedi lungo il corridoio (il convoglio è abbastanza pieno forse perchè è l’ora di rientro dei pendolari) osserviamo il mare e le isole che ne punteggiano la superficie. L’indomani mattina partiremo alla volta di Stoccolma, per la nostra ultima parte di viaggio, ma questa è una parte di storia che racconterò la prossima volta….

Autore: Luca Colantonio

Traveler for passion, I like go around the world o visit the Europe whitout problems. Discover and live in different places is more important for me, that stay in the same place for all your life, because we have few time to make esperience firts the end...

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