Giappone il viaggio della vita. Terza parte.

Finalmente dopo i primi 5 giorni a Tokyo, ci spostiamo verso il Fujii con un autobus. Dopo un tragitto di alcune ore scendiamo alla stazione dei treni di Kawaguchiko: un piccolo centro abitato adagiato lungo le sponde del lago omonimo che fronteggia il versante nord del maestoso Monte Fujii.
Abbiamo prenotato tre notti in un ostello della città e un paio di membri dello staff ci vengono a prendere gratuitamente con un Van nel piazzale della stazione per portarci fino alla struttura, insieme a noi sale anche una coppia di giovani turisti francesi.
L’ostello ad una prima impressione si rivela molto gradevole e più spazioso di quello di Tokyo.


Dovendo aspettare le 15.00 per entrare in stanza, lasciamo le valigie in reception e ci facciamo un giretto nel centro abitato, fino all’ufficio postale, dove faccio pratica con lo sportello automatizzato per ritirare un pò di yen dopo un paio di errori. Kawaguchiko si rivela una tranquilla cittadina di provincia, più fredda data l’altitudine e la vicinanza con la montagna. L’ambiente naturale è abbastanza conservato e scopriamo una rete di sentieri che porta fin sopra il Fujii oppure si dirama nei dintorni.
La camera che ci viene assegnata è una tipica camera giapponese con 6 tatami (la tradizionale pavimentazione giapponese composta da pannelli rettangolari modulari, costruiti con un telaio di legno o altri materiali rivestito da paglia intrecciata e pressata), un tatami corrisponde a poco più di un metro e mezzo quadrato, cioè lo spazio occupato da una persona sdraiata, quindi l’ambiente è spazioso per due persone, c’è anche una finestra da cui osservare il giardino adiacente ad un Onsen (gli onsen sono stazioni termali con vasche all’aperto in genere o al chiuso, molto apprezzati dai giapponesi per rilassarsi e staccare dal tran tran quotidiano. Per entrarci bisogna prima lavarsi accuratamente nei bagni interni e poi si può accedere alle vasche solitamente alimentate da acqua calda termale di origine vulcanica).

La nostra camera dispone solo di un mobiletto basso su cui è poggiato un piccolo televisore e un tavolino basso, mentre in un ampio armadio a muro sono riposti i futon per la notte, si tratta letteralmente di materassi arrotolati tradizionali della cultura giapponese, costituiti interamente in cotone, rigido, sottile e arrotolabile.
Dopo una cena a base di Ramen preparata dal sottoscritto con quello che abbiamo acquistato in un fornitissimo supermarket poco distante ci rilassiamo nella sala comune, pianificando il giro da fare l’indomani e poi leggiamo qualche manga…uno degli hobby preferiti dei giapponesi.

Il Fujii ci occhieggia tra le nuvole che lo coprono a tratti, mentre il sole autunnale inizia la sua discesa sempre più rapida verso il tramonto. Le giornate si accorciano sempre di più e in giro l’autunno è in pieno svolgimento, con i colori bellissimi e cangianti di foglie e alberi che scuriscono sempre di più, passando dal giallo, al rosso e infine il marrone della caducità.
La mattina dopo una colazione veloce facciamo una camminata lungo il lago di Kawaguchie raggiungiamo una teleferica che ci porta comodamente fino in cima al piccolo Monte Teijo, dopo aver ammirato la vista del Fuji, torniamo verso l’ostello; Pierpaolo rimane in struttura mentre a piedi io raggiungo il Museo del Kimono di un artista chiamato Itchiku Tsujiganana, morto nel 2003 e creatore di una serie di rappresentazioni pittoriche su kimono (l’indumento tradizionale giapponese, nonché il costume nazionaledel Paese del Sol levante) incentrate sulla raffigurazione del Monte Fuji o di elementi fantastici come draghi, oppure i quattro elementi (aria, acqua, terra e fuoco) o la natura.
Il museo si rivela un pò costosetto (1300 yen…circa 9 euro), ma per me ne è valsa la pena, peccato che sia vietato fare foto così non posso che portar via con me i ricordi delle opere esposte. Mi fermo un pò a meditare nel piccolo giardino interno dotato di stagno e cascata.

Nel pomeriggio dopo il pranzo, ci muoviamo verso le 16.00 con le biciclette dell’ostello messe gratuitamente a disposizione degli ospiti e tentiamo di arrivare al Lago Saito, uno dei 5 laghi del Fuji, seguendo la pista ciclabile che però ad un certo punto si interrompe, costringendoci a tornare indietro mentre il sole tramonta, fermandoci solo sulla sponda del lago per ammirare il sole che si tuffa dietro il Monte Fuji e poi, mentre aumentano sia l’umidità che il freddo, torniamo all’ostello verso le 18.00 dopo aver osservato per un po i pescatori che attendono pazientemente le loro prede lungo le sponde.

Dopo la nostra ultima cena ci ritiriamo per la notte, l’indomani lasceremo l’ostello per tornare a Tokyo e prendere il treno veloce fino all’antica capitale imperiale di Kyoto. Alla fine mi sveglio molto presto e vado a fare un giretto nell’ostello, prima che Pierpaolo si svegli, poi torno a letto (dormire per terra è un pò difficile se non si è abituati ai futon sottili e ai tatami un pò duretti…) e dopo le sette ci alziamo con calma e prepariamo i bagagli, facendo colazione lentamente in attesa delle 9.45 quando la navetta dell’ostello che ci ha presi all’andata porta gli ospiti in partenza fino alla stazione dei treni. L’autobus per Tokyo parte alle 11.10 e arriva in leggerissimo ritardo per poi caricarci efficientemente e lasciarci davanti alla stazione della metropolitana in perfetto orario; di nuovo nel caos della metropoli, dobbiamo fare un lungo giro con la JR line (una delle linee della metropolitana, in questo caso si tratta di una linea “circolare” che permette di attraversare tutta la città per chi sa dove scendere…) che ci permette di raggiungere la stazione di Shinagawa e dopo aver trovato i tornelli che fanno accedere agli shinkansen (la rete di treni ad alta velocità del Giappone), riusciamo ad accedere sulle banchine con le nostre valigie, dopo aver chiarito un piccolo “disguido” (di norma i giapponesi viaggiano “leggeri” o con pochissimo bagaglio, spedendo i bagagli pesanti a parte, solo gli occidentali di norma caricano le valigie sugli shinkansen…)e aspettiamo il nostro treno veloce: un “Tozei” che parte alle 13.07. Non avendo riservato il posto a sedere, sapendo che ci sono sempre posti liberi nelle carrozze apposite e riservare il posto costa di più ed è inutile, una volta giunto il nostro treno, saliamo a bordo e mentre questo parte dopo pochi minuti, raggiungiamo le carrozze di testa dove sono disponibili i posti liberi per tutti i passeggeri.

Mentre il Tozei ci porta velocemente e comodamente verso Kyoto, osserviamo il paesaggio fatto di campagne coltivate, risaie e centri abitati. Il vagone è insonorizzato e nonostante la grande velocità è molto confortevole; con noi abbiamo portato alcuni onigiri ed evitiamo di comprare i bento costosi venduti a bordo da una inserviente che passa ogni tanto, facendo l’inchino ai passeggeri.
Dopo poco più di due ore il treno inizia a rallentare e ci deposita in perfetto orario sulla banchina della Stazione Centrale di Kyoto, l’antica città imperiale che ci attende con le sue meraviglie e dimensioni più “umane” rispetto alla Tokyo tentacolare, senza contare l’indole della sua popolazione, riservata come tutti i giapponesi ma più spigliati e curiosi nei confronti degli stranieri, ma questa è un’altra storia…

Un pensiero riguardo “Giappone il viaggio della vita. Terza parte.

  1. Il Giappone di sicuro sa essere affascinante per chi non c’è mai stato, come me ad esempio, anche se quei materassi in terra non m’ispirano proprio niente, ma forse è solo questione d’abitudine. La cosa più problematica per me sarebbe la lingua, inutile dire che capire il Giapponese per me sarebbe impossibile, e sapendo pure poco l’inglese sarei davvero nella m… come si suol dire. Probabilmente voi ve la siete cavata alla grande! 😉 Belle le immagini della montagna simbolo del Giappone, arrivare lassù dev’essere un’emozione unica! Non so se ci siete arrivati nel proseguo del viaggio.
    Bella narrazione, l’ho letta con interesse… 😉

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close