ULTIMO VIAGGIO DELL’ANNO: VIETNAM DEL SUD.

Scusate l’assenza, come al solito ero in viaggio…e a volte mi stupisco io stesso.
Quest’anno con pochi soldi e un pò di attenzione, nonostante non abbia lavorato tanto, ho viaggiato 4 volte…L’ultimo volo acquistato per Saigon ( Ho Chi-Min City come è stata ribattezzata dopo il 1975…) è stato un pò un “colpo di testa” legato alla mia voglia di tornare a fare il volontario in un campo di lavoro internazionale come in India nel 2016 (lo so devo ancora scrivere dell’India e della mia prima esperienza di volontariato internazionale, ma ci sarà tempo e conto di farlo entro questo inverno).

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Comunque vi ringrazio del seguito e in due parole vi dico per ora che:

  1. Il campo di lavoro in Vietnam è stata una esperienza incredibile
  2. Sono queste le cose che ti cambiano, almeno il sottoscritto è cambiato in 15 giorni di campo e in quelli passati a zonzo nel sud del Vietnam, nel delta e a Saigon.
  3. Il popolo vietnamita con i suoi pregi e difetti è fantastico per il sottoscritto
  4. Tornerò in Vietnam, non so se il prossimo anno o fra un paio, ma lo farò, e quando dico una cosa, la faccio…non prendo mai impegni a cuor leggero.

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Ho incontrato persone bellissime e alcune meno (parlo anche di stranieri come me…), fatto esperienze “turistiche” e mangiato con i vietnamiti seduti in una lurida cucina o dopo qualche ora di lavoro in un orto, diviso tutto quello che avevo con stranieri o “locali”, e “comunicato” letteralmente a gesti, dove non c’era la possibilità di usare l’inglese, o appreso molto sulla vita, storia e credo su quello che pensa il popolo vietnamiti, di noi occidentali “ingombranti” e un pò prevenuti, chiassosi, che arriviamo con diverse sensibilità e approcci in un paese martoriato in passato che si è ormai risollevato e guarda molto al futuro, con i suoi giovani modaioli, il viet-pop e il “partito comunista vietnamita” che occhieggia i suoi cittadini, mantenendo l’armonia sociale, ma anche abbracciando il “libero mercato” con tutto quello che ne consegue…Ho visto una intera nazione esultare per una vittoria calcistica in amichevole, e riversarsi in strada, con bandiere e trombe, manco avessero vinto la Coppa d’Asia. Ho visto un traffico infernale e giovani donne in minigonna sedute con grazia su una delle tante motorette che percorrono a sciami continua Saigon, contribuendo al suo traffico pazzesco. Ho salutato anziani o donne di mezza età che mi guardavano con sospetto incedendo ancora per la strada vestiti con blusa e pantaloni e l’immancabile cappello, senza contare le strette di mano e i saluti, i templi buddisti e lo smarrimento degli “occidentali” nel Museo della Guerra, quando vedevano gli orrori provocati dall’intervento armato prima francese e poi statunitense in Vietnam…qualche lacrima è rotolata e qualche certezza si è sgretolata…

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Ho visto miseria e sporcizia ma anche tanta dignità, le foto davanti agli alberi di natale con neve finta a 34° e umidità del 94% e gli ambienti asettici e enormi dei centri commerciali con l’aria condizionata a 10°; ho visto gente che mangiava per strada una ciotola di Pò in mezzo al traffico e allo smog e ristoranti esclusivi dalle cui vetrine, uomini d’affari e occidentali attempati guardavano il caos cittadini dietro ad una vetrina, nel confort del climatizzatore e delle lucine di natale, birre in lattine scolate per strada e negozi sempre aperti, una umanità di quasi cento milioni di persone che va avanti verso il futuro, lasciandosi alle spalle un passato complesso, che però non intendono dimenticare.

Ho visto tutto questo senza mai giudicare i primi giorni, cercando di capire, chiedendo e facendomi una idea, apprezzando pregi e difetti di questo popolo meraviglioso, con la più grande concentrazione di etnie, di qui quella viet è maggioritaria, con vari “attriti” mai sopiti con le altre minoranze. Un popolo attraversato da aspettative, sogni, speranze, rabbia e protesta da parte degli “ultimi” verso i “primi”, un popolo in definitiva stupendo, in mezzo a cui ci saranno anche ladri e sfruttatori, o persone da dimenticare, come in tutti i posti, ma che ti guarda ancora con curiosità, e se può ti aiuta, senza fregarti, un popolo e una nazione che hanno ancora una lunga strada da percorrere, non so se verso la modernizzazione, il capitalismo selvaggio, il turismo sostenibile o la distruzione dell’ecosistema naturale fra i più variegati al mondo, ma non credo che mi sia bastato per comprenderli appieno.
C’è ancora tanto da scoprire e da dire…

Buone feste 😉

Un pensiero riguardo “ULTIMO VIAGGIO DELL’ANNO: VIETNAM DEL SUD.

  1. Così lontani e così diversi, deve essere una esperienza unica visitare un luogo così. Complimenti!

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