Belgio e Olanda in treno.

Nel settembre 2007 approfitto di un volo da Pescara a Charleroi, per vedere un pò di Belgio e Paesi Bassi, comunemente detti Olanda. Per arrivare ci vogliono meno di tre ore, atterrati, prendiamo un autobus per Bruxelles, da dove un treno dalla stazione centrale, dopo un pò di incertezze (rischiamo di prendere il treno veloce per Londra, perchè non riusciamo a capire dove sia il treno per Amsterdam e sbagliamo banchina…) ci porta ad Amsterdam in un oretta e mezza.

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Abbiamo prenotato in un ostello a pochi passi dai Canali, in particolare dal Keizersgracht: uno dei tre canali scavati nella città durante il secolo d’oro olandese. Il Singelgracht è l’area che comprende i canali storici di Amsterdam ed è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell Unesco; d’appertutto sono posteggiate biciclette e la città ci si rivela subito “caotico” e multietnica: ricca di vita, anche se molto cara, oltre che strapiena di turisti.
L’ostello si rivela letteralmente una “bettola” fra l’altro anche a caro prezzo in camerata mista, ma d’altronde non potevamo trovare di meglio: Amsterdam come già detto è carissima per le nostre tasche, nonostante l’euro e ci troviamo costretti a fare la spesa per risparmiare qualcosa sui pasti.
La mobilità però è eccellente: il giorno successivo, troviamo un deposito/noleggio biciclette e lasciando un congruo deposito noleggiamo due bici per i tre giorni in cui pernotteremo in città, per muoverci agevolmente, ci spostiamo attraverso le piste ciclabili che servono ogni angolo del centro abitato.

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Dopo un giro in Piazza Dam e una visita a qualche coffè shop per curiosità, inforchiamo le bici e andiamo in direzione del Rijksmuseum Amsterdam, purtroppo scopriamo che è in ristrutturazione, perciò non visitabile, se non in minima parte e preferiamo cambiare destinazione raggiungendo uno dei musei a mio avviso più ricchi ed entusiasmanti che abbia mai visto in vita mia dedicati ad un singolo artista: il Van Gogh Museum che ci “rapisce” in tutto il suo splendore fino ad ora di pranzo, quando un acquazzone ci costringe a consumare uno snack nel caffè del museo (ovviamente molto costoso), in attesa che smetta di diluviare.
Per fare la spesa troviamo un supermarket aperto 24 ore su 24 alla Station Amsterdam Centraal, che si rivela abbastanza conveniente per i piatti da asporto che consumiamo in un ostello strapieno e privo di cucina comune.
Nel pomeriggio pur di non restare in ostello (manca anche l’acqua per farsi una doccia a causa di un un problema alle tubature almeno fino all’indomani), facciamo un giro, passando attraverso il “red district” o quartiere a luci rosse dove si affacciano le famose vetrine con signorine che attirano i clienti potenziali (la prostituzione nei Paesi Bassi è legale), e ci dirigiamo al Hash, Marihuana & Hemp Museum: si tratta, come è facile comprendere dal nome, di un museo dedicato alla cannabis e ai suoi svariati usi,  che offre ai visitatori informazioni riguardo all’utilizzo storico e moderno della cannabis per uso medico e perfino religioso e culturale. L’esposizione è incentrato anche su come la canapa possa essere usata nella produzione agricola e soprattutto industriale, ovviamente c’è anche un gift-shop di accessori, vestiario e prodotti cosmetici realizzati esclusivamente a partire dalla fibra di canapa.

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“Rubo” una foto della zona di produzione e usciamo senza perdere tempo dirigendoci verso il  Vondelpark nel centro della città, dove ci rilassiamo un pò prima che cali il sole.
L’ultimo giorno lo passiamo fra L’Amstelpark situato fuori dal centro e L’Orto botanico di Amsterdam: uno dei giardini botanici più antichi del mondo, che data la stagione è ancora ricco di specie botaniche e perfino farfalle nelle serre chiuse. Le ninfee che vediamo poi sono uno spettacolo per gli occhi.
L’amstelpark è meno affollato rispetto al Vondelpark nel centrocittà, dove torniamo in mattinata, sempre sfruttando le nostre biciclette (qualche inconveniente con i sensi di marcia mi rimedia un “cazziatone” da una giovane olandese) e ci muoviamo velocemente, trovando riparo in qualche locale o sotto una pensilina quando arriva uno scroscio di pioggia.

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Il viaggio continua però e l’indomani mattina lasciamo con sollievo il nostro ostello e ci dirigiamo in treno verso Rotterdam: città commerciale e moderna di cui mi interessano soprattutto i musei. Appena scesi dal treno ci dirigiamo verso l’ostello che abbiamo prenotato, e notiamo subito l’assenza di caos o sovrappopolazione, tangibili invece per le strade di Amsterdam. Rotterdam si rivela una città piacevole e tranquilla, l’ostello è pulito e spazioso; passiamo il primo giorno a vedere il Museum Boijmans Van Beuningen che ricordo dai tempi dell’università e il pomeriggio girovaghiamo per il centro storico in verità completamente ricostruito dopo la Seconda Guerra Mondiale, perciò riesco a convincere Pierpaolo a fare un salto a l’Aja l’indomani: la città sede del parlamento e del governo dello Stato, pur non essendone la capitale, che è Amsterdam, è sempre la terza città per grandezza dei Paesi Bassi, e dal 1831 è anche residenza della casa reale dei Paesi Bassi.
La mattina successiva prendiamo un treno regionale e giungiamo all’Aja in un oretta, purtroppo scrosci di pioggia continui rovinano la nostra “gita” e dopo un giretto nel centro della città, fuggiamo verso la stazione per tornare il prima possibile a Rotterdam: quì faccio una passeggiata con Pierpaolo per cercare di raggiungere le Kubuswoningen conosciute comunemente come “Case cubiche di Piet Blom”, situate in prossimità del vecchio porto. Purtroppo anche in questo caso una forte pioggia ci costringe a desistere e ci “salviamo” rifugiandoci nella KunstHal: un museo d’arte contemporaneo famoso soprattutto per la sua struttura, in cui è vietato fare foto ovviamente…

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Dopo aver visto le collezioni permanenti e temporanee, oltre ad una mostra fotografica di cui riesco a prendere uno scorcio, torniamo in ostello: la pioggia ha lasciato dietro di se solo ampie pozze d’acqua e prepariamo i bagagli per l’indomani.
Il nostro treno ci riporta questa volta verso il Belgio, con una tappa di qualche giorno ad Anversa: città commerciale famosa per i diamanti, multietnica e pacifica, visitiamo il quartiere ebraico o quartiere dei diamanti, senza dimenticare il Grote Markt, detto comunemente piazza del mercato e la Rubenshuis: la casa seicentesca del famoso pittore, diventata un museo con diverse opere del Maestro e le sue collezioni.
Questi giri ci portano via ben due giorni, al termine dei quali ci aspetta l’ultima giornata ad Anversa, che passiamo cercando souvenir e facendo una visita della Cattedrale e ripassando per il “quartiere dei diamanti” pensando di acquistare qualcosa per mia madre, ma i prezzi proibitivi ci frenano…
Anche Anversa ha dei canali, ma obiettivamente non sono quelli di Amsterdam, tutti parlano il fiammingo ed evitano il francese, riusciamo comunque a farci comprendere e l’indomani mattina lasciamo l’ostello diretti verso Bruxelles, sempre in treno ovviamente.
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Man mano che ci avviciniamo alla capitale belga, abbiamo l’impressione che la tolleranza e ricchezza di queste terre di “mercanti” lascino il posto a povertà e tristezza, testimoniate da senzatetto e povera gente presente alla Stazione ferroviaria di Anversa (assenti invece ad Amsterdam e Rotterdam o all’Aja),  troviamo anche molti clocard rifugiati in caffetterie e tavole calde, dove passiamo il tempo nell’attesa di raggiungere l’aeroporto di Charleroi.
Verso sera andiamo a ritirare il bagaglio alla stazione di Bruxelles, dove, complice anche il tempo clemente, incrociamo una umanità variegata e multietnica. Saliamo su uno degli ultimi autobus per l’aeroporto e giungiamo verso mezzanotte al terminal in attesa del volo che l’indomani ci riporterà a Pescara verso mezzogiorno. Un altro viaggio volge al termine.
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Autore: Luca Colantonio

Traveler for passion, I like go around the world o visit the Europe whitout problems. Discover and live in different places is more important for me, that stay in the same place for all your life, because we have few time to make esperience firts the end...

2 pensieri riguardo “Belgio e Olanda in treno.”

  1. Non sono mai stato ad Amsterdam, magari un giorno ci andrò, chissà… Vicino ad Amsterdam ho visto che c’è un Parco con dei tulipani sensazionali in primavera, non so se è quello che hai visto tu, dev’essere un posto fantastico.
    Ad Anversa ci sono stato per lavoro proprio nell’anno che hai fatto questa gita, e ci sono capitato sempre per lavoro in svariate occasioni, è una città molto particolare, ma l’ho trovata un po’ fredda, non parlo del clima, ma di come ci si sente quando si cammina per strada. Sarà per il fatto che sia io che i colleghi non capivamo nulla, per farci capire andavamo a gesti. Sta di fatto che non ho trovato quel senso di accoglienza che mi è capitato di trovare in altre città europee.

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    1. In effetti Anversa mi è parsa un pò fredda, anche se molto multiculturale, ho avuto solo l’impressione che li si pensi soprattutto ai soldi e che sia una città “commerciale” al massimo livello, più di Rotterdam ad esempio, anche se ha un porto importantissimo per il commercio internazionale. Ad Amsterdam vorrei tornare anche per conoscerla meglio, evitando gli ostelli… il Parco con i tulipani è sicuramente quello in centro, noi eravamo in settembre, ma avevano trapiantato qualche mazzo di tulipani in alcune aiuole: uno spettacolo.

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