Praga a Capodanno.

Dopo alcuni giorni di pausa in questo caldo anticipo di primavera racconterò il mio primo Capodanno all’estero: per l’occasione il 28 dicembre 2006 siamo partiti come gruppo di amici alla volta della famosissima città di Praga. Nel 2000 avevo già visto la neo-capitale della Repubblica Ceca durante una manifestazione, ma all’epoca la città era ancora poco turistica, questa volta invece tutto era cambiato…

220px-Praha_Staromák_sníh_2010_1.jpg
Atterrati all’aeroporto di Praga-Ruzyně in modo abbastanza “brusco” a causa della presenza di neve e ghiaccio sulla pista (un paio di miei amici hanno “pregato” durante l’atterraggio….), ci siamo diretti con lo shuttle-bus in centro obiettivo un ostello non lontano dal centro città prenotato su hostelworld.
Dopo aver lasciato i bagagli nella camerata da 8 che dividevamo con altri 3 inglesi, siamo partiti alla volta della città notturna, ghiaccio e neve ai lati della strada non ci hanno scoraggiati, anche se i miei amici hanno gusti abbastanza standard e invece di fermarci alla tavola calda sotto l’ostello (in corso di apertura, stavano ancora montando l’insegna…), siamo finiti in un KFC….dove una ragazza locale ha anche tentato di “sottrarre” la borsa al nostro amico Manuel; io e mio fratello ci siamo accorti in breve degli strani atteggiamenti della giovane (avvicinarsi al nostro tavolo con fare circospetto e sedersi proprio alle spalle di Manuel, nonostante tutti gli altri tavoli intorno vuoti, coprendosi parzialmente il volto e senza ordinare nulla, lanciando continui sguardi intorno e alla borsa di Manuel poggiata ai suoi piedi non era molto “normale”), così avvisato, lui si è prontamente messo la borsa a tracolla aprendola e fingendo di frugarvi dentro, la giovane ragazza si è subito alzata di colpo e ha lasciato il locale prima senza dire una parola.Dopo questa breve parentesi siamo tornati in ostello, la visita della città si era fermata a poche strade e uno scorcio del Castello di Praga adagiato su una delle alture che sovrastano la città, l’indomani avevamo intenzione di vedere il centro, non saremmo rimasti delusi.

Praha_staromestske_namesti_2003https://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_della_Città_Vecchia

In mattinata, dopo una colazione a base di gulash, yogurt e caffè o tè nella tavola calda sotto l’ostello, abbiamo raggiunto a piedi la piazza di San Venceslao (Václavské náměstí, famosa per la morte di  Jan Palach, studente universitario che si diede fuoco in segno di protesta contro l’occupazione sovietica del ’68.
Da lì abbiamo raggiunto sempre a piedi la Piazza della Città Vecchia detta anche  Staroměstské náměstí. Famosa per il suo orologio astronomico e per la chiesa di Santa Maria di Tìn, ricca di edifici gotici e romanici, la cosa notevole ai nostri occhi è stata vedere Il meccanismo  composto da tre elementi principali in azione: il quadrante astronomico, sul quale, oltre all’ora, sono rappresentate le posizioni in cielo del Sole e della Luna, insieme ad altre informazioni astronomiche e il “Corteo degli Apostoli” (un meccanismo che, allo scoccare di ogni ora, metteva in movimento delle figure rappresentanti appunto i 12 Apostoli; e un quadrante inferiore composto da 12 medaglioni raffiguranti i mesi dell’anno). Nell’attesa che il meccanismo si attivasse abbiamo consumato una pilsner a “caro prezzo” seduti ai tavolini di una delle tante birrerie di fronte all’edificio.
Nonostante i prezzi in corone ceche, abbiamo subito notato il fatto che avremmo dovuto “stare attenti” al cambio con l’euro, in quanto molti importi erano “gonfiati” (trattandosi anche di un periodo di alta stagione era piuttosto ovvio, perciò non ci siamo lamentati più di tanto proseguendo il nostro giro fino al  quartiere storico di Malá Strana, per poi dirigerci fino al vecchio cimitero ebraico di Praga, dove ho fatto le mie solite riprese, fra lapidi e tombe, perdendomi nei meandri della storia così stratificata in un luogo di norma dedicato alla morte ma che ci ha colpito profondamente per la sua bellezza.

birre-Pilsner.jpghttp://www.guidabirreartigianali.it/birre-pilsner.html

Tornati all’ostello in serata, purtroppo ho iniziato ad accusare i sintomi di una febbre dovuta al freddo preso prima di partire, così la mattina successiva, nonostante una doccia calda e un te con miele, sono rimasto a letto mentre gli altri facevano un giretto turistico di poca rilevanza (andare al Rock Cafè di Praga a prendersi una birra a mio avviso non era il massimo…). Rimanendo a letto in attesa dell’indomani 31 dicembre le mie condizioni sono migliorate anche grazie al sonno ristoratore da cui mi hanno risvegliato i giovani inglesi con cui condividevamo la camerata, entrati in camera nel pomeriggio. La mattina successiva, anche se non avevo fame, ho mangiato qualche dolciume e un pò di cioccolato, poi intabarrato in giaccone, colbacco, guanti e sciarpa, ho seguito dopo pranzo in silenzio (mal di gola e raucedine erano sopraggiunti nella notte al posto della febbre che mi aveva per fortuna lasciato) il resto del gruppetto. Abbiamo passato il tempo in Piazza della città vecchia, fra la pista di pattinaggio, bancarelle e mercatini che affollavano la piazza, nell’attesa che arrivasse la sera, ascoltando le band musicali che si avvicendavano in piazza. L’intenzione era poi di andare ad attendere il Capodanno sul Ponte Carlo che attraversa la Moldava, fra un gelo siberiano dovuto anche all’umidità del fiume e persone che si accalcavano fino a saturare totalmente il passaggio prima di mezzanotte in attesa dei fuochi d’artificio, sparati dal Castello sull’altura alla nostra destra. Allo scoccare del nuovo anno un tripudio di fuochi sparati dal ponte e intorno a noi, si è unito a quelli del Castello: petardi, razzi, bombe carta e qualunque tipo di oggetto pirotecnico sono stati lanciati in aria, alcuni esplodendo perfino sopra le nostre teste nel panico generale.
Siamo rimasti sul ponte per un pò, un pò scossi dai botti, per poi riavviarci verso l’ostello con molta calma, fermandoci sulla strada e bere qualcosa in un piccolo locale lungo la strada, fra i fumi dell’alcool dei miei amici, io che ovviamente non ho toccato un goccio ho proseguito con loro fra cumuli di fuochi d’artificio e rifiuti di ogni genere abbandonati per strada e nelle piazze della città. Verso le 4.00 di mattina abbiamo rincasato nella nostra camerata (inglesi assenti) e siamo piombati in un sonno profondo fino a mezzogiorno. Il resto del 1° Gennaio 2007 lo abbiamo passato in camerata e solo la sera, affamati, siamo riusciti a trovare una pizzeria da asporto aperta per mangiare qualcosa.
Il nostro aereo partiva il giorno successivo nel pomeriggio, così dopo un veloce giro in cerca di “souvenir” nel centro della città e una visita della Galleria Nazionale di Praga per ammirarne le collezioni, abbiamo fatto i bagagli e siamo tornati in bus fino all’aeroporto: qui abbiamo comprato nei duty del terminal partenze qualche bottiglia di becherovka chiamata anche Třináctý pramen (ossia Tredicesima fonte), ovviamente un liquore prodotto n Repubblica Ceca, che avevamo avuto modo di assaggiare varie volte in queste giornate di fine d’anno, per poi imbarcarci velocemente sul nostro volo low cost per Roma Ciampino. Un altro ritorno a casa, stanchi e un pò spossati, mentre io ero ormai in via di guarigione e non vedevo l’ora di “creare”una “video-story” di quelle giornate a Praga, ma questa è un’altra storia e chissà se verrà raccontata prima o poi…
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Autore: Luca Colantonio

Traveler for passion, I like go around the world o visit the Europe whitout problems. Discover and live in different places is more important for me, that stay in the same place for all your life, because we have few time to make esperience firts the end...

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