Cammino di Santiago: da Leon a O’Cebreiro, la “Porta” della Galizia.

Dopo i bagordi della notte ci alziamo “tardi” per i nostri “ritmi” sul Cammino, non prima delle 7.30. Riposati e soddisfatti perchè oggi non dovremo marciare, giriamo la città di Leon, mangiando paste e dolciumi, passeggiando lentamente, leggendo un giornale dopo settimane. In realtà man mano che il giorno di pausa si avvia alla fine, la quiete apparente lascia spazio ad una frenesia strisciante che cresce lentamente fino a sera.
Durante la sosta ritroviamo letteralmente un sacco di persone conosciute durante le nostre tappe separate: per me i ragazzi toscani, l’altro gruppo di fiorentini di mezza età. un tedesco incrociato sulla strada…
Rivediamo la Cattedrale di Leon prima di pranzo, facciamo la spesa per l’indomani e torniamo al calar delle tenebre nell’ostello dove ci siamo fermati un giorno in più come “turisti”.
La struttura dispone di vari “confort” che avevo dimenticato o non utilizzato da settimane: televisione in comune, giochi di società, videocassette, cucina con forno a microonde…
La stanchezza ci prende a fine giornata, sdraiati sui letti, dopo aver chiacchierato con una umanità varia e mutevole: ragazzi al loro primo giorno sul Cammino (c’è l’abitudine per molti che non hanno un mese di tempo disponibile di “dividere” il percorso in due tronconi: il primo da San Jean Pied de Port a Burgos o Leon, il secondo troncone fino a Santiago De Compostela), e di conseguenza molti impiegano due anni per portare al termine il Cammino….tornando sulla strada l’anno successivo durante le vacanze estive o le ferie, riprendendo da dove avevano interrotto la marcia.
Abbiamo passato il tempo anche a “raccogliere” timbri per la Credencial: un passatempo che non condivido molto, perchè lo considero una mera esibizione, ma che il mio compagno di viaggio ha portato avanti lungo tutto il Cammino, riempiendo la propria Credencial soprattutto con i “sellos” di tutte le chiese incontrate lungo il percorso, e che dovrà presto richiederne un secondo per potervi continuare ad apporre timbri….
L’indomani mattina 11 agosto 2008 la sveglia di Marzio non suona e ci alziamo “tardi” verso le 7.00, affrettandoci a prendere gli zaini già pronti dalla sera prima. I primi chilometri sono un monotono attraversamento di tutti i centri abitati intorno a Leon. Il Cammino costeggia spesso le carretera urbane, per poi inoltrarsi qualche volta nella campagna circostante.
Nonostante il riposo Marzio zoppica vistosamente e rimane indietro. Effettuiamo 3 soste per permettergli di raggiungermi e riposarci un pò, percorrendo alla fine 36 km fino ad Hospital de Orbigo: una tappa ritenuta da molti esageratamente lunga, ma che grazie al riposo, effettuiamo in poco meno di 8 ore, giungendo accaldati ed assetati verso le 15.00. La mia sacca dell’acqua per la prima volta è totalmente vuota e abbiamo dovuto dividerci i succhi comprati il giorno prima e l’acqua di Marzio, che in effetti beve molto meno di me.

1_orbigo

Per la notte alloggiamo in un antico e accogliente monastero, dove ci uniamo di nuovo al gruppo di toscani per la cena a base di pasta al sugo, carne e insalata per ritemprare le nostre forze. Giusto un bicchiere di vino per il sottoscritto, perché ho ripreso l’anti-infiammatorio per la tendinite sempre latente. Un signora vorrebbe insegnarci il tai-chi, ma noi vogliamo solo riposare, domani ci aspetta una tappa di 38 km e inizieranno le prime salite.
La mattina di marcia ci porta da Hospital de Orbrigo a Rabanal del Camino: abbiamo proceduto speditamente nonostante la mancanza d’acqua, dato che abbiamo trovato solo fontane “asciutte”. Purtroppo a Rabanal abbiamo trovato l’albergue  pubblico gestito da una associazione inglese totalmente occupato… così abbiamo ripiegato su un albergue privato da 75 posti letto, in camerate non troppo affollate, dove abbiamo consumato una cena a base di pasta con porzioni che dire abbondanti sarebbe riduttivo: mezzo chilo di pasta cucinata per due persone. “Mancata” l’esibizione di canti gregoriani in chiesa, a cui erano stati invitati tutti i pellegrini, non ci è rimasto che ritirarci in camerata e andare a letto presto.
Dopo l’ennesima sveglia all’alba, ci incamminiamo senza far colazione (gli albergue privati spesso non la prevedono, o iniziano il servizio di bar solo molto “tardi” per gli standard di chi vuol camminare con il fresco della mattina presto), con noi avevamo solo del pane e dell’acqua, ingoiamo entrambi e via perla salita che conduce a la “Cruz de hierro”. Giungiamo davanti al cumulo di sassi su cui svetta la croce metallica verso le 6.00, dopo un’ascesa di un paio d’ore, il sole nascente mi riscalda un po: la salita si è rivelata agevole, unico problema il freddo pungente dovuto all’altitudine. In precedenza avevamo fatto una sosta a Foncebadon per consumare una sostanziosa colazionein un bar aperto. Giunti alla Croce, abbiamo scattato qualche foto con il cellulare di Marzioe guardato i sassi depositati ai piedi della Croce: ogni sasso in teoria è stato portato fin li lungo il Cammino da un pellegrino, formando un cumulo di diversi metri su cui si erge per vari metri questo palo di legno con in cima la croce metallica. Intorno i più disparati oggetti lasciati li dai viaggiatori: borracce, bussole,bandiere, buste, foglicon messaggi, dediche sulla pietra….

800px-Cruz_de_Ferrohttps://it.wikipedia.org/wiki/Cruz_de_Hierro

Dopo un pò iniziamo la lunga discesa di 18 km che mette alla prova le mie ginocchia,per evitare problemi fisici, effettuiamo varie soste brevi, uso queste soste frequenti per fare varie riprese, mentre Marzio riposa la caviglia gonfia. Nonostante tutto il mio compagno di viaggio rimane indietro e mi fermo ad aspettarlo, per risparmiare un pò ilt endine del ginocchio dolorante. Arrivo a Ponferrada dolorante, finito il denaro contante, siamo costretti a cercare un bancomat, per fare un prelievo, e consumare un pranzo decente in attesa dell’apertura dell’albergue municipal: la struttura pubblica dei templari in cui riusciamo a trovare due posti prima che si riempia, ha ben 180 letti. Dopo aver preso possesso dei nostri giacigli in camerate da 8 posti, andiamo a vedere la Cattedrale di Ponferrada, e otteniamo dopo l’ennesimo sello sulla credencial alla fine della messa. Evito i timbri di bar e alimentari e mi accontento solo di quelli di Chiese, qualche convento lungo la strada e gli albergue dove ho pernottato, a mio avviso non è importante il “collezionismo” di timbri, quasi fosse una commercializzazione del Cammino, per mostrare che si è passati per un posto e fargli pubblicità, l’importante è  arrivarci in quel posto e continuare il proprio cammino…

IMG_20180219_183515.jpg
L’albergue si riempi di colpo e alcuni pellegrini vengono alloggiati nel cortile interno, esposti alla pioggia che flagella la struttura tutta la notte, l’indomani partiamo presto diretti verso Villafranca del Bierzo: luogo di villeggiatura molto turistico, ricco di chiese e salite. Alloggiamo nell’albergue municipal dopo una tappa breve di soli 20 km, l’unico inconveniente è la dissenteria che mi colpisce in mattinata, costringendomi a ricorrere a qualche medicinale. A causa di ciò arrivo spossato dalla fame, stanco di mangiare al ristorante, ho voglia di cucinare qualcosa e faccio una spesa abbondante per preparare pranzo, cena e colazione al sacco per due. A sera aggreghiamo anche Andreas: un argentino della Patagonia, conosciuto in precedenza da Marzio durante una tappa.
Andreas dimostra di apprezzare molto le penne all’arrabbiata, le bistecche al sangue che dividiamo fra noi e il contorno che riesco a preparare nella cucina comune abbastanza spartana dell’albergue municipal. In serata gusto il tramonto sulla vallata sottostante, bevendo un te seduto davanti all’ingresso dell’albergue. Gli ospiti della struttura chiacchierano spensierati, ridono e scherzano prima di andare a dormire. Molte di queste persone le abbiamo incontrate sul Cammino. C’è perfino un gruppo di pellegrini con un ragazzo paralitico in sedia a rotelle: a turno tutti si danno il cambio per spingere la carrozzina lungo la strada accidentato. Marzio consiglia loro di alleggerire gli zaini, anche se lui porta ancora più 10 kg sulla schiena contro i miei 6 chilogrammi scarsi….

ocebreiro_t2700363a.jpg_1306973099.jpg
http://www.spainisculture.com/en/destinos/o_cebreiro.html

Con il nuovo giorno, ci alziamo verso le 5.00 per affrontare il Paso de O’Cebreiro. La pioggia ci ha lasciato in pace dal giorno precedente, ma ci tocca una camminata di circa 23 km, partendo alle 6.00, dopo una colazione abbondante e il morale alto.
Ci fermiamo più volte per riprendere fiato durante la salita e fare qualche ripresa panoramica. Per passare il tempo ci mettiamo ad ascoltare un pò di musica assieme dal lettore MP3 di Marzio e questa “distrazione” ci porta a salire con leggerezza, senza tanti problemi fisici, attraversando 3 piccoli villaggi montani, prima di “attaccare” la salita finale.
Ben presto Marzio mi distanzia mentre lo seguo più lentamente, fermandomi spesso per fare delle riprese panoramiche dell’incredibile paesaggio che ci circonda. Alla fine, quasi inaspettatamente, arriviamo al confine con la Galizia, segnato da un cippo lungo la strada, non manca ormai tanto a Santiago e ci pare quasi incredibile essere arrivati fin quassù.
Giungiamo finalmente al villaggio di O’Cebreiro verso le 14.00: il Refugio Municipal è ampio e molto spartano, la cucina spaziosa ma vuota e triste. Grazie ai sellos raccolti lungo la strada ho bisogno di procurarmi una nuova credencial, come il mio compagno di viaggio che da tempo ha iniziato la sua seconda, per il resto beviamo una cerveza  e qualche tapas ad uno dei bar del villaggio ed evitiamo accuratamente i negozi per turisti e pellegrini di cui pullula la località, che sembra viva solo di questo. Verso il pomeriggio inoltrato il tempo peggiora e inizia a fare freddo, anche a causa dell’altitudine a cui ci troviamo. Per stare al caldo sono costretto ad indossare tutto quello che ho con me, compreso il k-way, poi dopo una cena da pellegrini preparata nella cucina male equipaggiata dell’albergue (non ci sono supermercati o alimentari qui, solo ristoranti più o meno turistici), incrociamo per caso alcuni suonatori di cornamusa galiziana, che si esibiscono per i turisti all’interno di un ristorante con somma soddisfazione di tutti i presenti seduti ai tavoli.
Beviamo giusto un bicchierino di “yerbas”, liquore locale non molto forte e dopo qualche applauso ai suonatori ci ritiriamo nell’albergue, domani ci attende ancora una lunga strada….
IMG_20180219_183520.jpg

 

Autore: Luca Colantonio

Traveler for passion, I like go around the world o visit the Europe whitout problems. Discover and live in different places is more important for me, that stay in the same place for all your life, because we have few time to make esperience firts the end...

2 pensieri riguardo “Cammino di Santiago: da Leon a O’Cebreiro, la “Porta” della Galizia.”

  1. mi stavo giusto chiedendo come facciano coloro che non hanno un mese di ferie attaccate, in questo post mi hai fatto capire che si può dividere il percorso anche in due, forse così è anche meno stancante che farlo tutto in una botta. Ma una cosa non ho capito, le tappe sono obbligate, nel senso sono scritte da qualche parte, oppure ognuno sceglie di camminare quanto vuole? E riguardo le soste, prenotavate di volta in volta o bussavate al primo hotel ?
    Sempre più interessante questa lettura, ricca di sorprese ogni volta. 😉

    Mi piace

    1. Ogni pellegrino può pianificare la lunghezza delle tappe come preferisce, chiaramente sarebbero una trentina o meno quelle segnate sulla mappa della Credencial, ma alcune sono veramente troppo lunghe….altre troppo corte su questa tabella di marcia….per gli albergue: all’epoca di trovava posto ma abbiamo anche prenotato per telefono, una volta (prossimo post), e se si vuole più confort ci sono quelli privati. Negli ultimi 100 km diventa veramente affollato….leggersi perché. In questi casi si rischia di stare in posti un po spartani e c’è gente che ha dormito per strada…

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...