Cammino di Santiago. Tra la Rioja e la Castilla…

Partiti in gruppo da Najera, verso le 5.30 (l’ospitalero dell’albergue non voleva aprirci la porta prima delle 7.00, noi invece volevamo alzarci e partire verso le 5.00, così abbiamo trovato un “compromesso” sull’orario…), ci siamo diretti verso Granon: una tappa di 32 km sotto il sole del 1° Agosto, che alla fine per me è diventata una “supertappa” di 34 km e tanti saluti ai problemi fisici….
In sostanza dopo un veloce attraversamento di Azofra e Santo Domingo de la Calzada, dove ho fatto una sosta per ammirare la fantastica Cattedrale al costo modico di 2 euro, ho proseguito e arrivato al villaggio di Granon, siccome ero il primo e sulla lista degli albergues che avevo consultato sul sito pellegrinando.it (Grazie ancora a Flavio per tutte le informazioni che dai ancora oggi a chi intraprende il cammino e per le dritte che mi hai dato via mail), dato che il posto era classificato come “ecumenico” e in sostanza molto spartano, ho deciso di ignorare questo albergue gestito dal parroco locale, che non risultava ancora reperibile, e ho proseguito verso Redecilla del Camino.
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Dopo essermi riposato un po, rifornitomi d’acqua dall’ennesima fontana lungo il cammino, ho proseguito sotto un cielo nuvoloso che mi ha risparmiato il caldo e la sudata, facendo ingresso in Castiglia y Leon attraverso basse colline e ampi campi di grano. Un falco volteggiava nel cielo è ho seguito i suoi volteggi in cerca di prede, finché non si è allontanato verso l’orizzonte.
Arrivato a Redecilla del Camino, ho subito trovato l’ottimo albergue  (i cui gestori erano i proprietari del bar) che accettava anche donativo e con 5 euro ho preso possesso di un posto in camerata. Dopo un pranzo con classico “menù del pellegrino”, di cui ho già parlato negli episodi precedenti, una doccia e il lavaggio quotidiano di calze e indumenti della giornata (visto che disponevo solo di due cambi), ho passato un po di tempo a scrivere in attesa della cena che nel bar viene servita verso le 18.30 e per il resto mi sono riposato in attesa della notte. Il gruppo di toscani con cui ero partito da Najera non li avrei rivisti che molto più avanti, perchè avevano programmato di fermarsi a Granon, ma questa è un’altra storia e la racconterò più avanti.
albergue_de_pereginos_redecilla_del_camino_burgos

http://www.alberguescaminosantiago.com/albergues/albergue-de-peregrinos-san-lazaro-redecilla-del-camino-burgos/

L’indomani sarei partito così di nuovo in solitaria verso San Juan de Ortega: un “tappone” di 38 km, dato che i problemi fisici, tranne qualche indolenzimento, non si sono fatti sentire, i leggeri saliscendi dell’inizio hanno lasciato il passo a una ascesa fino al villaggio di San Juan de Ortega, che ho dovuto affrontare sotto il sole delle 14.00, mentre avevo contato sul fattore “ombra” in caso di cielo nuvoloso, che in questo caso è venuta a mancare proprio nelle ore più calde.
Così fra il caldo atroce, le vesciche ai piedi e qualche brivido nonostante il cappello e la crema solare, mi sono trascinato fino all’albergue pubblico ospitato nel locale monastero: una struttura vetusta, costituita da una serie di stanzoni freschi, ma con intonaco scrostato e letti a castello in metallo accatastati nelle camerate, che avrebbero bisogno di manutenzione. Ovviamente essendo a “donativo” ho lasciato appena 50 centesimi… Oltre alla chiesa e al bar adiacente, unico luogo dove rimediare da mangiare e da bere, frequentato da turisti in auto e pellegrini appiedati, non vi era molto altro. L’acqua delle docce era gelida e mi sono dovuto a lavare i panni nei vasconi dei bagni comuni, abbastanza sporchi e semi allagati, poi dopo un ricco pranzo pagato pochissimo (meno di 5 euro) e qualche birra, offertami da una coppia di spagnoli con cui mi sono intrattenuto un’oretta nel mio castigliano stentato, ho preferito saltare la cena e sono andato a nanna nella camerata mista dopo aver bevuto qualche altra cerveza, piluccato olive e patatine fritte, accompagnate da qualche biscotto al cioccolato: le energie per l’indomani in sostanza c’erano, e sono sprofondato in un sonno profondo dovuto anche alla stanchezza e al caldo patito.

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http://www.eichinger.ch/eichifamilyhom/Reisen/Jakobsweg/Spanien/Ortega.htm

L’indomani avevo in programma di raggiungere solo Burgos, dove Marzio era arrivato il giorno prima e speravo di riunirmi con lui per proseguire insieme: vana illusione, dato che “l’asino” aveva proseguito nonostante una storta presa qualche giorno prima. Comunque dopo una discesa defatigante attraverso un paesaggio rurale punteggiato da boschi e prati, avvistata in lontananza la città, ho impiegato alcune ore per raggiungerla, attraversando la zona industriale per concludere la mia tappa di 27 km scarsi all’albergue Casa de Peregrinos Emaus, in Calle San Pedro Cardeña 31 bis, c/o Parroquia San Josè Obrero, gestito dalla Diocesi di Burgos per Pellegrini che cercano un’accoglienza semplice. Per entrare ho dovuto attendere le due di pomeriggio, quindi nell’attesa sono andato a mangiare in uno dei tanti ristoranti sparsi intorno alla Cattedrale di Burgos, poi dopo aver pagato il donativo, preso posto del mio posto letto (l’albergue aveva solo 18 posti disponibili…), fatta una doccia, messi ad asciugare i panni lavati, mi sono messo a fare il “turista”, girando per la città, ammirando la Cattedrale gotica de Santa Maria un Castello in mezzo al parco cittadino, dove un bulgaro mi ha avvicinato mentre riposavo su una panchina, tentando di vendermi un anello d’oro (chiaramente falso), che ho rifiutato categoricamente.
Dopo questo ampio giro, dal parco, dove avevo preso un pò di appunti, sono tornato nel centro storico e ho approfittato della cena offerta a tutti i pellegrini ospiti dell’albergue, di cui non sapevo nulla (il mio spagnolo inesistente non mi aveva aiutato a capire che era compresa nell’ospitalità di una notte).
Dato che era ancora presto ed ero “affamato”ho scelto un caffè-ristorante proprio dirimpetto alla Cattedrale di Burgos e ho consumato una seconda cena sempre a base di “menù del pellegrino”, poi dopo aver acquistato alcuni dolci tipici della città per la colazione dell’indomani mi sono ritirato nell’albergue.

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Per concludere questo post il giorno successivo ho fatto la prima tappa di 41 km! Stanco ma appagato ho raggiunto Castrojeriz: una cittadina rurale in piena campagna arroccata su una collina fra le pianure di meseta, costituita da altipiani a centinaia di metri di distanza, su cui mi ha accompagnato un vento incessante per almeno 10 chilometri.
Il vento per il primo tratto non mi ha fatto sentire il caldo, poi ho proseguito sotto un cielo coperto, ma nonostante le nuvole e il fatto che mi fossi protetto spalle e capo il più possibile, il sole mi ha fatto uscire delle vesciche sulla spalla sinistra.
Superati una serie di piccoli villaggi e dopo essermi rifornito di acqua all’unica sorgente presente lungo la tappa, ho fatto ingresso nella cittadina di Castrojerez e mi sono fermato in un “campeggio” per pellegrini, dove in cambio di un donativo ho potuto avere una branda in una camerata e dopo un pasto caldo e abbondante consumato come sempre nel vicino bar, me ne sono andato a dormire in attesa della prossima tappa e forse del “reincontro” con il mio compagno di viaggio….

Church-and-Castle-Castrojeriz-Spain-Camino-de-Santiago

http://www.caminomyway.com/the-camino-de-santiago-in-spain-hornillos-del-camino-to-castrojeriz

 

Autore: Luca Colantonio

Traveler for passion, I like go around the world o visit the Europe whitout problems. Discover and live in different places is more important for me, that stay in the same place for all your life, because we have few time to make esperience firts the end...

One thought on “Cammino di Santiago. Tra la Rioja e la Castilla…”

  1. continuo a pensare che fare ad agosto simili camminate sia allucinante, io di solito le camminate più lunghe le faccio nelle mezze stagioni. D’estate cammino moltissimo, ma in montagna, almeno sopra i 2000 metri, dove già patisco moltissimo il caldo.
    Caspita che tappe!! Anch’io cammino sempre, spesso non calcolo quanti km faccio durante una giornata, ma sicuramente considerano che cammino per ore velocissimo almeno una 20 di km al giorno li faccio anch’io. 😉
    Attendo il proseguo di questa incredibile avventura.

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