Sardegna on-the road 2005.

Nell’Agosto del 2005 sono partito alla volta della Sardegna: isola che conoscevo grazie alle storie raccontate dai miei coinquilini universitari e in cui ero stato solo pochi giorni alcuni anni prima. Appena laureato a luglio, l’intenzione era di prendere un traghetto e insieme al mio “fido” fratello, imbarcarci in auto e fare un giro totale dell’isola, pernottando in tenda ovviamente.
Con l’esperienza maturata on the road in Bretagna, abbiamo prenotato un passaggio andata e ritorno su una nave diretta a Olbia e ci siamo imbarcati.
Durante il tragitto in mare un “giovane” ha avuto l’idea di lanciare un “ordine di abbandonare la nave” con un megafono portatile…inutile dire che si è scatenato il pandemonio in poco meno di 5 minuti, con un fuggi fuggi e calca generale verso le scialuppe di salvataggio o verso le uscite dei ponti. Mentre cercavamo di capire il da farsi abbiamo notato il “buontempone” che sghignazzava assieme agli amici, tenendo il megafono in mano: se ne sono accorti anche gli altri passeggeri che si accalcavano alle uscite o sulle scialuppe e hanno iniziato a volare ingiurie pesanti all’indirizzo degli autori del gesto, fino all’arrivo di un paio di ufficiali della nave che hanno condotto via l’autore dello “scherzo” e i suoi amici, sequestrandogli il megafono e redigendo un verbale, presumibilmente di denuncia; come inizio non è stato niente male…
Sbarcati nel pomeriggio ad Olbia, ci siamo spostati subito verso la località di Palau piantando la tenda all’Acapulco Camping, poco distante dal mare, visitando i dintorni e le spiagge affollate di turisti per alcuni giorni, passando il tempo fra il mare e il campeggio senza affaticarci troppo.
Olbia non offriva granché, perciò ci siamo diretti verso Alghero, ma abbiamo passato appena un paio di notti (sempre in campeggio) in questa località turistica molto rinomata e “affollata”. Ci è stato possibile vedere con calma la famosa Grotta di Nettuno e sotto un cielo grigio abbiamo girato sulle mura spagnole della città vecchia, costellate di locali affollati, ristoranti e negozi di souvenir.

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA
Il secondo giorno ha iniziato a piovere: una pioggia fine ma insistente che ha inzuppato il terreno e ci ha costretto a levare le tende al mattino per “fuggire” velocemente verso sud.
Qui abbiamo compreso come il turista tipico si limiti solo a vedere gli scorci più turistici e conosciuti dell’isola, trascurando le zone meno conosciute o l’interno.
Così ci siamo addentrati nell’entroterra, raggiungendo prima la cittadina di Luras, adagiata lungo una strada deserta che si snodava fra bassi monti coperti di vegetazione selvaggia. Lasciataci dietro la pioggia del nord della Sardegna, ci siamo fermati fra sugheraie imponenti, assaporando il silenzio interrotto solo dal vento e dal rumore del mare lungo la costa di Oristano. Soli sulla strada abbiamo proseguito lungo l’asfalto bollente battuto dal vento fino a raggiungere Cagliari…
Siamo così passati da un paesaggio selvaggio e privo di tracce umane, al di fuori della strada, alle ciminiere del petrolchimico avvistate sullo sfondo della laguna nella zona di Elmas, nella zona industriale prima della città.
Curiosamente lo “Stagno di Cagliari” era però pieno di fenicotteri rosa che qui nidificano ogni estate, e che ci hanno colpito con i loro colori rosati e i brevi voli in stormi colorati sulla zona palustre al tramonto. E’ stato facile osservarli mentre catturavano piccoli pesci, in attesa nell’acqua fra garzette e anatre.
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Il nostro viaggio ci ha portato fino a Capo Teulada, costeggiando il poligono militare raggiungendo l’isola di Sant’Antioco, oasi di pace e bellezza, dove le spiagge affollate di turisti si specchiano in un mare stupendo e cristallino. Siamo rimasti qui 5 giorni, ospiti di un amico sardo, conosciuto dai tempi dell’università, alloggiati in una casa nei pressi della necropoli del centro abitato di Sant’Antioco. Trattati come figli dalla famiglia di Michele Scanu, che ringrazio ancora per l’ospitalità ricevuta, abbiamo girato in lungo e in largo i dintorni, le spiagge, e l’isola fino a spingerci a Cagliari, senza contare le grandi cene o i pranzi a base di pesce cucinato dal padre, il mirto fatto in casa e la birra icnusa tracannata per combattere il caldo. Dal canto nostro avevamo portato con noi come doni un pò di prodotti locali abruzzesi (centerba, ratafia, salsicce di fegato, formaggi e ventricina) che sono stati apprezzati. Alla fine è venuto il giorno della partenza e degli addii, nella casa paterna a Villamassargia, e ci siamo congedati quasi come fossimo diventati “membri della famiglia”, adottati specialmente dalla mamma di Michele, persona veramente adorabile. Ho rinnovato l’invito di venirci a trovare in Abruzzo, fatto anche nei giorni precedenti e dopo un ultimo saluto siamo tornati sulla strada.
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Superata Cagliari dopo aver visitato un parco di ulivi millenari, poco distante da Villamassargia, abbiamo macinato chilometri su chilometri diretti di nuovo verso nord, passando per Dolianova e poi superando anche Nuoro, facendo soste solo per rifornirci di gasolio, acqua e andare in bagno. Siamo così arrivati in serata a Santa Teresa di Gallura, instancabili: obiettivo di tutta questa tirata dal sud della Sardegna al nord dell’isola era vedere all’alba, in una caletta riparata di fronte al mare, il grande concerto del compositore e pianista Michael Nyman: qualcosa di indimenticabile, solo chi ha assistito a tale evento, potrebbe comprendere che tipo di esperienza è stata, iniziata al buio, fino all’alba sulla spiaggia bianca lambita da onde leggere e silenziose, quasi immobili. Del concerto non credo esistano riprese di qualità, essendo stato chiesto gentilmente di spegnere videocamere e cellulari, ma a me resta un ricordo indimenticabile di note senza sosta, che hanno spaziato per tutta la sterminata produzione di Nyman, passando per le sue melodie o “pezzi” musicali più o meno conosciuti, alle sue colonne sonore filmiche che l’hanno fatto conoscere al grande pubblico internazionale.

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Stanchi ma felici, al mattino abbiamo trovato una spiaggia appartata dove poterci riposare e riprendere le forze dopo il concerto, senza montare la tenda. Dopo una pesca infruttuosa al calar della sera, ci siamo addormentati avvolti nei sacchi a pelo, per evitare i nugoli di zanzare notturne.
Il giorno dopo un po’ segnati dalla notte passata all’aperto siamo tornati fino ad Olbia e vista la stanchezza, abbiamo trovato una camera in un albergo della zona portuale per una notte. Ormai il viaggio era agli sgoccioli e l’indomani ci aspettava l’imbarco serale, così dopo una ricca colazione in Hotel, abbiamo preso la palla al balzo e siamo andati a fare un giretto fino a Porto cervo prima di sera: il luogo non ci ha lasciato nessuna grande impressione: oltre ad una alta concentrazione di VIP e presunte celebrità dello spettacolo (all’epoca impazzavano quelle di “Grande Fratello” e c’era anche Berlusconi con la famosa bandana…), così siamo tornati in serata verso l’imbarco e ci siamo disposti in fila in attesa di salire a bordo. Posteggiata la macchina nel ventre della nave ci aspettavano 10 ore di traversata notturna, fra gli schiamazzi notturni delle famiglie e la gente “accampata” come noi sul ponte coperto per passare la notte. All’alba ci avrebbe accolto la costa tirrenica con il porto di Civitavecchia da cui una volta sbarcati saremmo tornati in una giornata di fine estate alle montagne nebbiose dell’Abruzzo.
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Autore: Luca Colantonio

Traveler for passion, I like go around the world o visit the Europe whitout problems. Discover and live in different places is more important for me, that stay in the same place for all your life, because we have few time to make esperience firts the end...

7 pensieri riguardo “Sardegna on-the road 2005.”

  1. io quello stesso anno ho fatto l’intero giro della Corsica, però non ero in tenda, ma in hotel, di solito amo essere comodo ovunque vado. Di questa bellissima narrazione mi ha colpito moltissimo il fatto che a distanza di anni ti ricordi i minimi particolari, io molte cose le dimentico, ricordo solo i tratti essenziali di un viaggio.
    Ascoltare quel bravissimo musicista che musicalmente conosco molto bene dev’essere stata un’esperienza unica! Ecco, quella l’avrei ricordata di sicuro anch’io! 😉
    Ottimo post, l’ho letto molto volentieri.

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    1. Per fortuna ho ritrovato un mio taccuino di viaggio relativo alla Sardegna: da quell’anno infatti ho iniziato a tenere memorie dei miei viaggi e devo dire che ciò mi aiuta molto a rievocare tanti particolari da poche righe scritte durante quei giorni.

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  2. Ciao Luca da sardo ti volevo chiedere una cosa… Luras è a nord o a sud della sardegna? perché nel racconto mi è parso di capire che da Alghero che già è al nord diciamo della Sardegna vi siete spostati a sud.. verso Luras…ho capito male io??

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    1. Si è esatto: purtroppo sono passati tanti anni perciò ho dovuto “ricostruire” un pò il viaggio, in pratica abbiamo fatto un giro quasi completo da nord a sud verso Sant’Antioco per poi risalire verso nord e poi finire ad Olbia per riprendere il traghetto. Ciao.

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