Viaggio in Bretagna e Normandia.

Nell’estate del 2004, quando mi mancava un anno alla Laurea, siamo partiti in due: io e mio fratello, on the road alla volta della Bretagna francese.
Si trattava del primo viaggio in auto da soli, con il Doblò Fiat di mio fratello e ovviamente abbiamo incontrato imprevisti e fatto errori durante la nostra traversata di territori conosciuti solo su una cartina stradale.
Partiti il 28 giugno prima dell’alba, abbiamo impiegato ben un paio di giorni a raggiungere la nostra prima destinazione in Bretagna (Dinard), passando il confine italiano al Valico del San Bernardino, diretti verso Pontarlier, sul confine francese, perchè ci siamo un po “persi” per le strade svizzere, andando prima verso Zurigo e poi imbroccando la direzione giusta per Losanna e poi Vallorbe, riuscendo ovviamente a passare la prima notte sull’autostrada francese non lontano da Besancon. L’indomani mattina, ci siamo alzati dal nostro giaciglio approntato nel portabagagli dell’auto (non fatelo mai con un Doblò Fiat se siete alti più 1,60 perchè non riuscireste a sdraiarvi e di conseguenza non dormireste…) e abbiamo proseguito il viaggio verso la Bretagna, facendo rifornimento di gasolio (estremamente conveniente in Francia all’epoca), superando Digione, Chartres, Le Mans e Rennes fino a Dinard, dove ci siamo sistemati in un campeggio della cittadina turistica per 5 giorni.

menhirs-a-carnac_large_rwdfoto tratta da http://www.bretagna-vacanze.com/conoscere-la-bretagna/la-sua-storia/la-preistoria

La pioggia tipica della Bretagna ci ha accompagnati in pratica per due giorni su tre, permettendoci però di ammirare in tutta la loro bellezza le coste bretoni e la natura incontaminata, fare passeggiate e gustare il pesce le ostriche freschissime del posto (vendute praticamente dappertutto, dai ristoranti alle pescherie o mercati locali). Peccato che nel campeggio ci fossero soprattutto anziani e famiglie con cui non siamo riusciti a socializzare.
Dalla nostra “base” in Bretagna ci siamo spinti nei dintorni fino a Carnac, nota per le sue file di menhir e rocce megalitiche, arrivando poi in Normandia il 3° giorno, spingendoci fino alla cittadina di Bajeux, dove abbiamo ammirato il famoso arazzo esposto in una sala espositiva in tutta la sua unicità e complessità, poi abbiamo fatto anche un salto al “Memoriale di Bayeux” che ricorda le vittime dello Sbarco in Normandia nel 1944, e ovviamente non potevamo non raggiungere la spiaggia di Omaha Beach, con le fortificazioni e bunker tedeschi ancora visibili.


bayeuxgrand2_01
Foto tratta da http://www.decorarconarte.com/Arazzo-di-Bayeux-Navigio-177x80cm

La sera siamo tornati a Dinard stanchi per la sfacchinata ma contenti di questa “gita” fuori porta. Durante i nostri giretti nei dintorni non poteva mancare una puntata al Mont Saint Michel, approfittando della bassa marea, anche se si è rivelato una meta “iperturistica” in cui vendevano di tutto e di più ma oltre a qualche bella vista o scorcio non vi era ragione di starci di più, così prima del ritorno dell’alta marea siamo tornati sulla terraferma.
La mattina del quinto giorno smontata la tenda ci siamo diretti verso Lorient a sud-ovest, sull’altra costa bretone (quella che si affaccia sul Golfo di Biscaglia) e abbiamo raggiunto un ostello della gioventù che avevamo contattato in precedenza tramite internet.
La struttura in pratica era un casermone di cemento armato, gestito da un giovane tuttofare sovrappeso, ma abbastanza simpatico, che ci ha garantito una camera condivisa al riparo dalla pioggia a sprazzi, nostra quasi eterna compagna per tutta la permanenza in Bretagna.
L’ultima notte prima di ripartire in verità si è anche allagata la camera in cui pernottavamo assieme ad un altro paio di giovani (un belga e un francese), ma questo è solo un particolare che ha allietato il nostro soggiorno e in nonostante i nostri sforzi non siamo riusciti a scoprire da dove arrivasse l’acqua che ricopriva il pavimento della camera….
Allagamenti a parte, nel periodo della nostra permanenza abbiamo raggiunto anche Pont-Aven: una delle località preferite dal pittore Paul Gaugain, che vi soggiornò per un certo periodo, assieme ad una folta comunità di artisti dell’epoca.
Qui abbiamo anche avuto l’occasione di capire appieno l’asprezza della Bretagna, ammirare i suoi paesaggi selvaggi e inospitali, le sue coste rocciose a picco sul mare, la sua natura forte e indomabile, le maree che ne scandiscono la vita: una terra fatta di profondi silenzi, pioggia, sole in estate e costiere spazzate dal vento, fredda e dura per il resto dell’anno, una terra solitaria, poco popolata, che sembra quasi abitata solo da anziani uomini e donne. Durante il nostro viaggio infatti abbiamo visto pochissimi ragazzi e ragazze del posto, lavoro in genere non c’è ne tantissimo, così chi può si trasferisce per lavoro verso metropoli e località più turistiche della Francia.
Abbiamo anche passato una serata nella sala comune dell’ostello a bere Idromele (che qui è diciamo la bevanda locale) dolce e alcolico, guardando la finale europea fra Portogallo e Grecia, ma i soldi stavano finendo, perciò l’8 luglio saremmo ripartiti per tornare questa volta a casa. L’ultimo giorno in Bretagna abbiamo caricato qualche cartone di Idromele, sidro e prodotti tipici locali, preparandoci alla partenza per tornare a casa.
Sempre sotto la pioggia abbiamo intrapreso il viaggio di ritorno, direzione Italia, passando velocemente per Nantes e Lione, con l’intenzione di fermarci a Torino dove avrei voluto visitare il Museo del Cinema, purtroppo passato il confine francese verso mezzanotte a Bardonecchia, ci siamo dovuti fermare in un’area di sosta per riposare un po e recuperare le forze, per poi proseguire fino a Torino dove il traffico caotico della città ci ha scoraggiato dall’addentrarci nella città  dopo un riposo di qualche ora abbiamo proseguito al mattino verso casa concludendo il nostro viaggio “on the road” il 9 luglio sera.
Complessivamente è stato un viaggio perennemente sulla strada, con pregi e difetti (le distanze e il clima non sempre agevole) che ci ha insegnato a non dare nulla per scontato, a organizzarci e fare una tappa alla volta, ovviando ad imprevisti e problematiche. Da questo itinerario posso dire che ho spiccato il volo per il futuro di ciò  che avrei visto successivamente, in auto, aereo a piedi o in autobus.

Autore: Luca Colantonio

Traveler for passion, I like go around the world o visit the Europe whitout problems. Discover and live in different places is more important for me, that stay in the same place for all your life, because we have few time to make esperience firts the end...

2 pensieri riguardo “Viaggio in Bretagna e Normandia.”

  1. a Mont Sant Michelle volevo andarci , sono già due o 3 estati che rimando, un po’ per il clima che spesso non era dei migliori quando decidevo di partire, un po’ perché avevo già altre mete in programma. Anche la prossima estate ho già in mente altri itinerari, ad ogni modo prima o poi ci andrò.
    Bello questo tuo racconto, a parte il disagio del viaggio direi che avete visto posti magnifici, sicuramente un viaggio da ricordare! 😉

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