Viaggiare da soli.

Non so voi ma immagino che tutti abbiano viaggiato da soli qualche volta.
L’andare in un posto in “solitaria” ha pregi e difetti: un pregio è il fatto di poter decidere in totale autonomia letteralmente TUTTO ciò che si vuole fare in viaggio, d’altro canto è vero che quando si è da soli in viaggio spesso si può contare solo su se stessi…
Questi pregi e difetti del viaggio individuale a mio avviso si completano a vicenda, chiaramente se siete portati e avete una buona capacità di risolvere eventuali problemi…e poi potete sempre fare amicizia con persone incontrate durante il viaggio in ostello, con gli abitanti del posto e chiunque dimostri una certa “empatia” nei vostri confronti, perchè senza empatia non si va da nessuna parte….
E’ importante anche capire chi si ha di fronte, per evitare incomprensioni, situazioni spiacevoli o veri e propri incidenti, ma di norma saprete benissimo che se si tengono gli occhi aperti e si presta attenzione a tutto ciò che ci circonda, potremo ricavare esperienze bellissime e interessanti dai nostri viaggi.
Da soli si può incappare a volte in situazioni in cui ci si possa sentire in pericolo, ed è capitato qualche volta anche a me, uscendone sempre con calma e sangue freddo.
Evitare di agire in modo avventato o di fare la prima cosa che vi passa per la testa credo sia la cosa più giusta da fare.
Ricordiamoci poi sempre di essere “ospiti” di un paese straniero che può accogliere in modo più o meno positivo i viaggiatori e uniformiamoci agli usi e costumi della popolazione locale. Ho avuto esperienze “contrastanti” scoprendo per esempio che in India c’è una certa “ipocrisia” nei confronti degli “stranieri” specie se donne, ma si tende ad essere cortesi  e gentili almeno apparentemente, mentre in Messico ad esempio le persone sono spesso molto genuine, se ti conoscono meglio. Poi vi sono le eccezioni quindi non prendiamo mai per oro colato un comportamento: il guidatore di un tuk tuk in India si è premurato di accompagnarmi letteralmente fino alla guest house dove alloggiavo, quando il treno che avevo preso ha fatto un ritardo di ore, lasciandomi in stazione in piena notte, dove non è sempre raccomandabile stare per uno straniero…Gli stessi proprietari della guest’house mi attendevano alzati, abbastanza preoccupati, perciò in molte situazioni affidarsi all’aiuto delle persone comuni può essere una salvezza: basta identificarsi in loro, immaginare che persone sono, i loro desideri, sogni e aspettative, la loro giornata tipo. Questa “empatia” non si sviluppa sempre o così facilmente, ma se l’avete utilizzatela senza abusare di pazienza  cortesia di chi vi ospita o vi aiuta.
Per chi viaggia in gruppo invece sarà più facile aiutarsi e sostenersi vicendevolmente, ma ho notato che in molti casi i gruppi di stranieri tendono a “chiudersi” all’esterno, riducendo le interazioni con gli abitanti locali e altri viaggiatori…purtroppo questo è un’ altro difetto dell’essere umano quando si muove in “branco” e pensa di essere “autosufficiente” dal contatto con altre persone o realtà.
In due parole a questo punto racconterò solo una mia esperienza avuta a 14 anni che mi ha fatto “crescere” molto: a 14 anni sono stato spedito in un college inglese nei dintorni di Londra per fare due settimane di corso di lingua inglese e partecipare ad una colonia estiva, ho imparato a coabitare con un gruppo di miei coetanei in camera, arrangiandomi con le poche sterline permesse dall’allora forte cambio sterlina/lira (è successo nel 1994), ho anche imparato a giocare a biliardo oltre che socializzare fortemente con molti ragazzi della mia età. Nonostante la brutta sconfitta dei mondiali di calcio rimediata dall’Italia negli USA quell’estate, ci siamo divertiti tantissimo, come solo i ragazzini di 14 anni sapevano fare all’epoca, quando non esistevano cellulari, tablet, chat e computer portatili, quindi dopo i corsi di inglese e i pasti in mensa, scorrazzavamo per il campus di questo college e abbiamo partecipato anche ad alcune gite fuori porta, fino a Londra e dintorni.
Ma l’esperienza più “formante” per me è stata quella del ritorno in Italia, quando per il ritardo dell’aereo, atterrati a Fiumicino, e avendo ricevuto una “fregatura” da una “amica” che mi aveva garantito un passaggio in macchina fino a casa, ho dovuto fare da me e raggiungere la stazione Tiburtina per cercare di prendere il treno regionale che mi riportasse in Abruzzo. Inutile dire che  ho perso la coincidenza (anche perchè sono stato”trattenuto” dai responsabili della colonia estiva che non volevano lasciarmi andare da solo a prendere il trenino per la Stazione Tiburtina, in quanto “minorenne”). Quando alla fine mi hanno lasciato “andare” (notate la stupidità del loro comportamento: in quanto minore ero sotto la loro responsabilità e non mi avrebbero dovuto lasciar andare via da solo dallo Scalo aeroportuale, mantenendomi invece sotto la loro tutela finché un parente o i miei genitori fossero venuti a riprendermi, ma si sa che in Italia doveri e regole valgono solo quando si denuncia le cose e vai sul penale…).
In conclusione perso l’ultimo treno regionale utile sono stato costretto a passare l’intera notte nello spiazzo della vecchia stazione Tiburtina, evitando ubriachi e più o meno loschi figuri, senza sapere a chi chiedere aiuto se non alla Polfer, che avevo lasciato come ultima possibilità in caso di pericolo immediato di essere rapito o aggredito.
Così dopo varie telefonate a casa da una cabina telefonica, mi sono addormentato sul borsone da viaggio che avevo con me, proprio sotto il cavalcavia che fronteggia l’ingresso al parcheggio degli autobus, all’epoca una semplice spianata asfaltata, dove sostavano gli autobus urbani e turistici. Ho anche rifiutato un “passaggio” da un signore che si è offerto di accompagnarmi a casa sua….e verso le 4.00 di mattina, finalmente, mio padre partito alla volta di Roma varie ore prima, è riuscito a trovarmi, dato che per evitare alcune di quelle persone “moleste” sopra citate, mi sono mosso per tutta la notte fra la stazione presidiata da un piccolo posto di polizia e la zona di fronte al parcheggio, rendendomi non facilmente reperibile.
Questo aneddoto serve solo per rimarcare che “viaggiare da soli” porta anche inconvenienti (uno dei più comuni è che devi portarti la valigia anche in bagno se non trovi un armadietto chiuso dove riporla) e spesso si deve fare affidamento solo sulle proprie forze, ma se superi l’esperienza sei certamente più “temprato” e abituato ad affrontare futuri imprevisti o pericoli potenziali in viaggio come nella tua vita di ogni giorno. In sostanza l’orizzonte degli eventi sarà vario ed eccitante e se sai organizzarti ti riserverà sorprese ed esperienze indimenticabili senza pericoli veri.
IMG_20170721_201527.jpg

Autore: Luca Colantonio

Traveler for passion, I like go around the world o visit the Europe whitout problems. Discover and live in different places is more important for me, that stay in the same place for all your life, because we have few time to make esperience firts the end...

3 pensieri riguardo “Viaggiare da soli.”

  1. io ho sempre viaggiato da solo, trovo che sia un modo molto bello per scoprire posti nuovi e vivere sensazioni che spesso non riusciremmo a condividere con chi non la pensa come noi. Nel mio blog che da poco ho rinnovato ,trasferendolo da un’altra piattaforma, racconto attraverso le fotografie le infinite escursioni della mia vita, sempre in solitudine.

    Mi piace

    1. Sicuramente viaggiare da soli ha pregi e difetti e dipende dalle singole persone scegliere se andare almeno in 2 o in solitaria, io diciamo che mi alterno, a volte da solo, a volte con qualcuno, raramente in gruppo: se metti il link al tuo blog do un’occhiata alle tue foto. Un saluto.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...