Viaggio in Spagna

Nel 2002 dopo quasi un decennio partii con mia madre e mio padre alla volta della Spagna in automobile. In realtà vi era stato un altro viaggio all’estero anni prima (il mio primo viaggio da solo ad appena 14 anni, ma ne parlerò un’altra volta in una sezione apposita….).
L’intenzione in questo ennesimo “on the road” era di arrivare a Barcellona, passando per la Francia, poi salire verso il nord, via Saragozza, raggiungendo i Paesi Baschi e il Mar Cantabrico, per poi tornare indietro.
Dato che la nostra vecchia Tempra SW era ormai defunta da qualche anno, prendemmo in prestito l’automobile di un mio zio: si trattava di una Marea station wagon diesel, color petrolio. Necessitando di almeno due guidatori per la lunga distanza e trattandosi di una macchina a gasolio, che mia madre non si sentiva di guidare, mio padre mi chiese di accompagnarli nel periodo di pausa fra le vacanze estive e il nuovo anno accademico dell’Università, ovviamente accettai senza se e senza ma…
Partimmo così negli ultimi giorni di agosto, diretti verso la frontiera di Ventimiglia, che attraversammo velocemente, senza più necessità di controlli doganali, con l’avvento del Trattato di schengen, inoltre anche il problema del cambio di denaro era superato con l’adozione dell’euro come “moneta comune” in paesi come la Francia o la Spagna.

AvignonePalazzoPapi
foto tratta da https://it.wikipedia.org/wiki/Avignone

Dopo aver superato velocemente Nizza, fermandoci solo per fare rifornimento, ci lasciammo alle spalle la “glamour” Cannes e la “popolare” Marsiglia e passammo la prima notte di viaggio in una pensione nella zona della Camargue francese, vicino ad Arles, per poi spostarci verso Avignone dove avremmo pernottato 3 notti in un campeggio appena fuori dal centro cittadino. Il primo giorno visitammo il Palazzo dei Papi, noto per aver ospitato i pontefici durante la “cattività avignonese”, poi ci spostammo per il centro storico e il giorno successivo visitammo Nimes, città dell’Occitania francese, poco distante, chiamata anche “Roma francese” per la presenza di vari monumenti del suo passato romano fra cui visitammo l’anfiteatro romano,  la Maison Carrée e il Ponte del Gard: un ponte romano a tre livelli che era parte dell’acquedotto romano omonimo, famoso per la sua “grandiosità”.

pont-du-gard-nimes
foto tratta da http://www.10cose.it/nimes/cosa-vedere-nimes

Il terzo giorno dopo aver visto il Pont Saint-Bénezet e aver fatto un ultimo giro nel centro storico passammo il pomeriggio sulle rive del Rodano. Settembre si avvicendava con Agosto e nella quiete della sera ci siamo preparati per la partenza dell’indomani che è stata sul presto. Appena aperto l’ufficio del campeggio, abbiamo riconsegnato le chiavi del cancello e siamo andati in direzione di Montpellier e poi di Perpignan, costeggiando il Mediterraneo, fino al confine spagnolo, giungendo a Barcellona nel pomeriggio.
A Barcellona avremmo alloggiato per 5 notti in un alberghetto affacciato su una via piena di traffico e smog, ma a noi interessava vedere una delle città più viste e amate del mondo, perciò dopo un pò di riposo, uscimmo nell’aria della sera diretti verso la Rambla. La città mi parve bellissima e affascinante, ricca di vitae storia, mai ferma o silente. Smarriti per le sue vie, fermandoci spesso in qualche bar a gustare una tapa con una birra, perdemmo un pò di tempo visitando il Parco Güell, il Palau de la Música Catalana e il Barrio Gotico famoso per le sue viuzze contorte, corrispondente in parte alla città vecchia. Non visitammo l’interno della Sagrada Famìlia, perchè erano in corso vari lavori di ristrutturazione o completamento, perciò osservammo solo la parte esterna, per poi perderci fra mercati stracolmi di frutta esposta, pesce e mercanzie varie, parchi, la Rambla del mare verso il porto e i tanti locali sempre aperti in una città che ancora oggi non dorme mai. Per parlare di Barcellona occorrerebbero pagine e pagine ma preferisco ricordare solo la vista di Plaza Catalunia dove mi fermai sul bordo della fontana postmoderna al centro dell’aiuola spartitraffico e il Museo di Arte Contemporanea Catalana dove passammo un intero pomeriggio…
A Barcellona sarei tornato altre volte ma mi piace molto il ricordo che mi reste della prima visita, forse perchè non era ancora sommersa dal turismo selvaggio, dalla sporcizia e cafonaggine degli anni successivi oltre che metà prediletta di migliaia di tour organizzati per turisti annoiati e superficiali che si fanno servire la Paella Valenciana per “Paella Catalana” o altre amenità da turisti senza sapere neanche cosa stanno vedendo….
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foto tratta da https://siviaggia.it/viaggi/europa/weekend-barcellona/1091/
Dopo le 5 notti passate in città, partimmo una mattina per l’ultima tappa del nostro viaggio: Bilbao che distava più di 6 ore di automobile. Diretti verso Tarragona e poi su fino a Saragozza dove ci fermammo solo qualche ora per ammirare la Cattedrale del Salvatore e la Basilica di Nostra Signora del Pilar, proseguimmo verso Logrono e poi Vitoria Gasteiz dove incontrammo una tempesta d’acqua.
Mio padre e mia madre vista l’acqua che scendeva a secchiate volevano quasi fermarsi e tornare indietro verso Madrid, ma io tenni duro (guidavo io in quel momento) e proseguimmo lentamente, incolonnati dietro camion e automobili fino a Bilbao: la città ci accolse in una pausa della tempesta, e mentre cercavamo una “pension” dove passare la notte, la pioggia cessò del tutto lasciando le strade bagnate e luccicanti di pioggia sotto i lampioni serali. Alloggiammo in una camera tripla della Pension munita anche di lavandino e vasca per tre notti (in pratica si trattava di un appartamento dove i proprietari affittavano ai turisti alcune camere della propria casa), mangiando in ristorantini tipici il pesce del Mare Cantabrico e visitando il famoso Guggenheim Museum Bilbao (uno dei vari musei della Fondazione Solomon R. Guggenheim), forse il museo del mondo più famoso per la sua forma che per il suo contenuto. All’interno in realtà trovammo una serie di opere d’arte contemporanea variegate e di forte impatto visivo, inoltre ci colpì soprattutto il rivestimento in titanio della struttura e gli ambienti esterni ove erano esposte altre opere d’arte permanenti .
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foto tratta da https://it.wikipedia.org/wiki/Bilbao
Di questo museo conservo ancora un poster comprato nel bookshop e non c’è molto altro da dire, dato che la visita ci rubò più di mezza giornata, costringendoci a mangiare all’interno del museo. Per il resto dopo aver vagato un pò per le vie di Bilbao, passammo la seconda giornata a Santander, passando anche per la tristemente famosa città di Guernica (una laboriosa e trafficata città manifatturiera dedita alla lavorazione del pesce completamente ricostruita), bombardatain passato dai nazisti durante la Guerra civile spagnola, come “esperimento” per testare l’effetto dei bombardamenti a tappeto sulla popolazione civile, in previsione dei futuri bombardamenti di massa perpetrati durante la seconda Guerra Mondiale.
Il nostro viaggio poteva dirsi concluso e dopo una cena a base di merluzzo e frutti di mare abbiamo passato l’ultima notte a Bilbao.
Del viaggio di ritorno non vi è molto da dire: attraversammo rapidamente la Spagna, fermandoci a dormire solo una notte a Barcellona, nello stesso albergo dell’andata, per poi proseguire verso il confine francese e facendo una “tirata” fino in Provenza, dove pernottammo nella zona della Camargue francese. L’ndomani di buon mattino, lasciammo il b&Bnei pressi di “Ague Mort” e ci dirigemmo verso Nizza e Ventimiglia, attraversando il confine prima di mezzogiorno, si palesò solo un piccolo “contrattempo finanziario” che ci portò ad accellerare ancora di più la marcia di ritorno, perchè in Francia ci ritrovammo senza contanti per una svista di mia madre che, provando a ritirare del denaro con la sua carta Bancoposta da uno sportello bancario si vide “risucchiata” dallo sportello automatico la scheda dopo 3 tentativi. Per fortuna avevo qualche soldo sulla mia carta bancoposta, così raggiungemmo velocemente il confine italiano e con l’auto in riserva raggiungemmo Sanremo, dove trovammo uno sportello automatico bancoposta funzionante (era domenica…) e riuscimmo a prelevare contanti sufficienti per fare il pieno di gasolio e pagare l’autostrada fino a casa.
Da quella volta mia madre ha imparato a non “infilare” mai carte bancoposta in fessure di sportelli automatici che non esibiscono il logo del circuito maestro o VISA per quanto riguarda la postepay….

Autore: Luca Colantonio

Traveler for passion, I like go around the world o visit the Europe whitout problems. Discover and live in different places is more important for me, that stay in the same place for all your life, because we have few time to make esperience firts the end...

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