Visto turistico: quando entrare è un’impresa…

Si è vero: è Natale e dovremmo parlare di amenità, regali, quanto siamo tutti più buoni, feste, pranzi e cene con gli amici o parenti…
Invece prima della fine di questo anno vi parlerò di un problema molto “comune” per alcune destinazioni: l’ottenimento del VISTO.
In questo caso parliamo di Visto Turistico: per adesso citerò le mie esperienze personali che mi hanno portato a non avere grossi problemi (fino ad ora…aimè, ma ne parlerò questa primavera….) per l’ottenimento di un visto turistico.
Sicuramente uno che ne sa è questo qui: http://www.henriktravel.com/how-i-visited-every-country-in-the-world/. Questo ragazzo HENRIK JEPPESEN ha visto mezza Africa elencando i consigli per entrare in molti paesi, il blog è in inglese, quindi se avete dimestichezza con la lingua oppure volete usare il traduttore accomodatevi.
Per quanto mi riguarda posso affermare con certezza che il visto più complesso da ottenere è stato quello per l’India l’anno scorso….
Un sito sicuramente utile è quello di “Viaggiare sicuri” che permette di avere informazioni “aggiornate” sui paesi da visitare, situazione e sicurezza per chi viaggia (http://www.viaggiaresicuri.it/home.html).
viaggiaresicuri_screenshot
Per il resto non ho avuto particolari problemi ad ottenere il Visto di entrata in altri paesi, fosse il Giappone o l’Algeria (ma in questo secondo caso eravamo con una organizzazione “umanitaria” perciò è stato tutto più facile in quanto se n’è occupata l’associazione che organizzava il viaggio), certamente i viaggi organizzati sono più semplici per ottenere il Visto, dato che ci pensa l’agenzia o l’ente organizzatore, come per esempio la Russia o la Cina….Esistono poi determinati paesi in cui è necessaria la “lettera d’invito” o uno “sponsor” in determinati casi (Penso all’Australia per il Visto per lavoro ad esempio), mentre i Visti turistici sono soggetti al pagamento di una “tassa” più o meno alta.
Ovviamente è sconsigliato andare in viaggio in paesi dove imperversano conflitti o vi sono “tensioni” politiche, ma anche il Visto per gli USA non è cosa da poco…senza contare gli estenuanti “controlli” antiterrorismo che i nostri “alleati” americani propinano a tutti i turisti/viaggiatori che sbarcano negli aeroporti a stelle e strisce….
Riguardo a ciò posso solo raccontare una esperienza personale capitata a mio padre, all’arrivo all’aeroporto di New York (Aeroporto LaGuardia per la precisione), dove al controllo passaporti è risultato che “non esistevano” le sue impronte digitali nel database…così l’ho accompagnato all’ufficio della sicurezza aeroportuale, dove i poliziotti yankee ci hanno fatto aspettare la canonica mezz’ora prima di farci qualche domanda e lasciarci andare.
Questa situazions in realtà a mio parere era dovuta al bollino “rosso” applicato dal personale della compagnia aerea con cui avevamo volato, in quanto nel primo scalo a Madrid, dove abbiamo preso un volo American Airlines, mio padre non ha saputo rispondere alle domande delle hostess ne in spagnolo ne in inglese (non conoscendo le lingue) ed è stato inviato ad un controllo “aggiuntivo” di bagaglio e indumenti da parte del personale della compagnia, con l’aggiunta del “famigerato” bollino rosso (un quadratino in realtà…), applicato sul retro del passaporto. Io e mio fratello infatti, non avendo ricevuto nessun bollino siamo passati indenni ai controlli di New York….
Purtroppo per esperienza personale devo ribadire che i controlli di “sicurezza” USA sono veramente eccessivi a mio avviso e faccio un esempio pratico: passando per la dogana terrestre a Tijuana, di ritorno dal Messico, sono stato fermato e “sgridato” dall’addetto al controllo (che fra l’altro era ispanico…) perchè mi ero dimenticato di buttare due arance comprate in Messico….
Gli USA sono molto fiscali sull’introduzione di frutta e verdura da altri paesi perchè potrebbero contenere “agenti chimici”, viceversa uscire dagli Stati Uniti non è difficile…lo sanno bene tutti i lavoratori messicani che attraversano le frontiere dopo una giornata passata a sgobbare per i “gringos”.
Potrei dire altro ma mi fermo qui, di sicuro ci sono paesi come il Giappone dove è facilissimo entrare e non si deve pagare il visto turistico.
Altri aimè chiedono anche cifre alte per avere il “privilegio” di visitare il loro territorio (penso alla Cina, ma anche l’India e la Russia non scherzano…).
Cosa ne pensate? Se qualcuno vuol dare il suo personale contributo è benvenuto, io ho “rimandato” per adesso un viaggio in Cina, dopo aver visto i costi “esosi” del Visto e mi sto organizzando per un’altra destinazione.
Detto questo credo che gli articoli per quest’anno si fermano qui e ci risentiremo nel 2018.

 

BUON ANNO!!!
dogana_big_logo
Il Logo è tratto dal sito http://www.sp1.it/sp1/dogana/

Autore: Luca Colantonio

Traveler for passion, I like go around the world o visit the Europe whitout problems. Discover and live in different places is more important for me, that stay in the same place for all your life, because we have few time to make esperience firts the end...

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