Austria-Ungheria 1993.

Nell’estate del ’93 una nuova destinazione da esplorare fu scelta dalla mia famiglia: l’Austria e al seguito l’Ungheria da visitare sempre in automobile.
L’obiettivo primario era Vienna, che avremmo raggiunto dopo Salisburgo, quindi ci saremmo diretti verso Budapest, per poi ritornare verso l’Austria passando per il Lago Balaton.
il viaggio di due settimane circa, ci portò in luglio attraverso il Brennero, fino ad Innsbruck, come avevamo già fatto al ritorno dalla Germania, pernottammo una notte in campeggio e l’indomani ci dirigemmo verso Salisburgo, città nativa di W.A. Mozart, in cui si conserva ancora la casa natale del compositore/musicista austriaco.
Il centro storico detto anche città vecchia (Altstadt) e il Castello ci piacquero molto per la storia che trasudavano mura e piazze, strade e palazzi antichi, senza dimenticare la parte nuova (Neustadt) della città risalente al XIX secolo e la casa-museo del musicista.
Rimanemmo a Salisburgo due notti, pernottando in campeggio con la magnifica vista delle Alpi austriache e delle montagne che circondavano la città.
Il 4° giorno di viaggio ci dirigemmo alla volta di Vienna: l’antica capitale austro-ungarica ci apparve splendida, adagiata sulle rive del Danubio, e dopo esserci sistemati in un campeggio nei pressi iniziammo a girare la città, rimanendo colpiti dall’immenso giardino del palazzo imperiali Schönbrunn, girando per gli immensi parchi della città e ammirando in Danubio e l’area del MuseumsQuartier ove sono ubicati i maggiori musei della città come il Kunsthistorisches Museum o il Weltmuseum: musei dedicati ad opere d’arte e collezioni di armi e suppellettili veramente enormi da vedere, senza contare il Museo di Arte Moderna che però evitammo…all’epoca non avevo ancora la passione per le arti moderne, perciò essendo ragazzini ci “perdemmo” fra le collezioni di armi bianche e armature. Un giorno nella zona del Parlamento non distante  dal MuseumsQuartier assistemmo casualmente anche da una breve esibizione di cavalli “Lipizzani” che sono una razza allevata in Austria che da adulta presenta una livrea completamente bianca, utilizzata per cavalcare e trainare carrozze.
46069blue_danube_schonbrunn_palace_package
foto tratta da https://www.vienna-concert.com/event-day/en/327/30-10-2017/Schönbrunn-Summer-Imperial-Palace-Concerts/Blue-Danube-Vienna-River-Cruise-Dinner-and-Concert-at-the-Schonbrunn-Imperial-Palace.html

Complessivamente rimanemmo 3 notti a Vienna, misurandoci con la cucina austriaca (non dimenticherò una crema “viola” presa da mia madre e base di rape), facendo lunghe passeggiate e prendendo i mezzi pubblici per spostarci a poco prezzo nei dintorni o per la città.
Al mattino dell’8° giorno ci dirigemmo alla volta del confine ungherese, attraversato dopo controlli minuziosi dell’auto e dei passeggeri, evitammo di deviare per Bratislava e seguendo l’autostrada raggiungemmo Budapest verso mezzogiorno: anche la città ungherese ci si presentò attraversata dal maestoso Danubio, che la divideva in due.
Della città non dimenticherò i bagni termali sparsi sull’isola che accoglie attualmente lo Ziget-Festival sull’Isola Margherita.
Il Museo nazionale ungherese che illustrava la storia del paese, i suoi usi e costumi della popolazione magiara ci piacque molto, così come la zona della Cittadella, costituita da una fortezza Asburgica del periodo dell’Impero Austro-Ungarico.
In generale però Budapest ci apparve molto rilassata e tranquilla, dopo la fine della divisione est-ovest, ansiosa di accogliere turisti, economica e monumentale con i sui secoli di storia.

Budapest-Header
Foto tratta da http://www.idealdeal.biz/2017/01/30/visita-budapest/

Per l’occasione pernottammo in una casa di una famiglia musulmana che affittava camere, trovandoci benissimo. Dormimmo in una camera quadrupla arredata con un vecchio letto matrimoniale e due lettini singoli, adagiati fra fra le decine di tappeti che ricoprivano il pavimento, completavano l’arredamento un armadio e qualche comodino, il bagno in comune era fuori dalla stanza, sul corridoio, la mattina facevamo colazione con caffè alla turca (per i miei genitori) e latte o te’ accompagnati da dolci e biscotti, pane e marmellata. Per ovviare al problema del bagno in comune spesso occupato, usufruimmo delle docce delle terme, il tempo comunque si mantenne sempre caldo ed era piacevole stare ammollo nelle piscine termali.
Una sera, visto che non trovavamo un ristorantino che ci convincesse ad entrare e stufi del “gulasch” ungherese,  mangiammo perfino in uno dei primi Mc Donald che stavano aprendo in città, simbolo di quel capitalismo occidentale che tanti ungheresi anelavano, dopo i decenni di “economia socialista”.
Dopo 3-4 giorni ci spostammo sempre in auto lungo la “putsza” (la steppa ungherese che ricopre gran parte del paese) verso il Lago Balaton, luogo di villeggiatura frequentato specialmente dagli abitanti locali. Arrivati nella località, pernottammo un paio di giorni in un campeggio sulle sue sponde, non perdendo l’occasione per farci il bagno nelle sue acque calde e affollatissime di bagnanti, barche a vele, canotti, bambini urlanti e qualunque cosa galleggiante.
Sulle rive del lago si trovavano ristorantini che servivano il pesce del lago (invero un pò salato, almeno quello fritto che mangiammo), non mancavano poi bar dove sorseggiare vino tokaji o bibite. Dopo aver fatto una scorta del famoso vino ungherese ed esserci rilassati sulle spiagge del lago, ci avviammo verso l’Austria, attraversando il confine ungherese nei pressi di una località denominata Kindergarten Heiligenkreuz e passando velocemente per Graz, senza fermarci perchè ci restava poco tempo.
Percorrendo a ritroso la strada dell’andata, passammo di nuovo per Vienna e poi per Salisburgo, fermandoci a tarda notte in un hotel a Innsbruck, località che data la sua posizione su una via di transito così importante e frequentata era ideale per le soste di passaggio da e per l’Italia attraversando le Alpi.
L’indomani mattina al solito partimmo di buon mattino e raggiungemmo il confine italiano al Valico del Brennero che ormai conoscevamo così bene, attraversandolo nel pomeriggio e concludendo un’altra volta il nostro viaggio nella sera fresca, dopo l’afa estiva di luglio che ci aveva accompagnato lungo questo viaggio.

 

Autore: Luca Colantonio

Traveler for passion, I like go around the world o visit the Europe whitout problems. Discover and live in different places is more important for me, that stay in the same place for all your life, because we have few time to make esperience firts the end...

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...