Il viaggio ragione di vita (prima parte).

Breve definizione della parola viaggio presa da un dizionario: Il viaggio è lo spostamento che si compie da un luogo di partenza a un altro distante dal primo. Il viaggio può essere locale, regionale, nazionale o internazionale.
Questa è la definizione “generica” del viaggio, ma se approfondiamo il termine ci rendiamo conto che, per chi non riesce mai a stare fermo troppo tempo nello stesso posto, o luogo che il viaggio ha valenze e significati molteplici e diversi.

Il Viaggio inteso come “cambiamento”, come scoperta e avventura fa parte di alcuni dei temi più comuni e ricorrenti per i viaggiatori del passato o quelli attuali.
Viaggiare a mio avviso è diverso dalla “vacanza” ma potrei sbagliarmi, perciò darò solo una definizione “personale” di ciò. Fino a qualche anno fa, cercavo di evitare il termine “on holiday” e preferivo sempre specificare di essere un traveler, quando sbarcavo dall’aereo o mi chiedevano perché mi trovavo in quel paese. Poi negli ultimi anni, ad esempio in Messico o alle Canarie mi sono rassegnato ad essere etichettato come “turista in vacanza” anche se per me il viaggio era ed è rimasto qualcosa di più, certamente non un modo per riposarmi. Qui di seguito cercherò di spiegare alcune delle differenze che ho sempre ravvisato:

  1. Il turista di norma vuole rilassarsi e non avere troppi pensieri su dove andare e cosa vedere, meglio se in una vacanza organizzata, restandosene spaparanzato al bordo piscina di un resort, il viaggiatore invece tende a spostarsi e vedere molteplici luoghi,  facendo una tabella di viaggio molto precisa o andando a zonzo senza meta, pernottando poche notti nello stesso posto e visitando più o meno superficialmente più luoghi possibili nel tempo che ha. Per fare un esempio personale, quando siamo stati in Giappone, io e mio fratello, abbiamo visto Tokyo per 5 lunghi giorni….ma Tokyo non si può definire la “quintessenza” del Giappone, perciò ci siamo spostati anche per centinaia di km verso altre destinazioni, immergendoci qualche giorno nella provincia giapponese nei pressi del Fuji e poi cambiando proprio zona. Credo che tali spostamenti ci abbiano dato una reale idea di come “vivono” i giapponesi che non risiedono o lavorano a Tokyo….
  2. Il “traveler” senza nessuna offesa per i “turisti” di norma ha più fame e spirito d’avventura nella scelta degli itinerari fuori dai normali circuiti e pacchetti “turistici” appunto. Capisco che una crociera tutto compreso nei fiordi della Scandinavia possa creare molte aspettative per le attrattive del paesaggio selvaggio e la comodità degli spostamenti (confesso di averci pensato anche io molto spesso, per curiosità e interesse, ma credo che attenderò qualche decennio prima di “provare” una vacanza in crociera all inclusive), perciò la vacanza tutto compreso non è certamente un crimine, è solo un altro modo di spostarsi/vedere cose al di fuori del proprio contesto di appartenenza, ove viviamo tutti i giorni.
    Il problema/pregio dei “pacchetti” turistici è che vendono una esperienza ben organizzata e distribuita in un lasso di tempo delimitato (una settimana, 10 giorni o più), che permette di attraccare anche ogni giorno in un porto diverso e avere una giornata per visitare il luogo, costringendoci però a imbarcarci puntualmente per andare “avanti” senza permettere di “approfondire” l’esperienza.
    Il viaggiatore invece “approfondisce” o tenta di farlo, e se utilizzerà un circuito turistico classico sarà solo dovuto a degli innegabili vantaggi che questo gli offre.
    Esempio personale: in Irlanda volevo assolutamente vedere le Cliffs of Moehr (famose scogliere sulla costa occidentale della Repubblica d’Irlanda in cui gli U2 suonarono uno dei pezzi più famosi di Unforgettable fire, album del 1984 e bla bla bla…queste cose credo le sappiate già…), purtroppo l’unico modo per raggiungerle, era all’epoca spendere molti soldi per l’affitto di un auto e destreggiarsi nella guida a sinistra in terra d’Irlanda, oppure comprare per poche decine di euro un posto su uno degli autobus giornalieri organizzati da tour operator specializzati in tali spedizioni  fino alle scogliere (panino incluso). Alla fine non abbiamo fatto in tempo (motivo per tornare a vedere le Cliff s of Moehr e l’Irlanda in generale….), ma questo è un esempio di quando un tour organizzato è più conveniente del fai da te….
    Spero di non essermi perso troppo nel discorso e di non avervi tediato…. ci sarebbe ancora da dire molto sulla differenza fra viaggiatore e turista ma concluderò questo articolo nella seconda parte.Intanto buon weekend a tutti.

    cliffs-of-moher-strip-one.jpgfoto tratta dal sito http://www.ireland.com/it-it/posti-spettacolari/cliffs-of-moher/

Autore: Luca Colantonio

Traveler for passion, I like go around the world o visit the Europe whitout problems. Discover and live in different places is more important for me, that stay in the same place for all your life, because we have few time to make esperience firts the end...

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