JUGOSLAVIA 1988

 

 

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Nel 1988, quando avevo 8 anni partii in traghetto per il primo viaggio al di fuori dell’Italia (ero già stato a Milano dagli zii e a Rimini, ma chi se lo ricorda…avevo 3-4 anni). Eravamo la famiglia al completo: i miei genitori, io e mio fratello.

Il viaggio iniziò dal porto di Pescara una notte di agosto, con il traghetto denominato “Tiziano” che faceva servizio estivo Pescara-Spalato, traversammo l’Adriatico e la mattina presto, quando il sole stava sorgendo, uscii dalla cabina e al fianco di mio padre contemplai sul ponte la lenta traversata dell’arcipelago d’isole che fronteggiavano la cittadina di “Split”.

Sbarcati verso le 9.00 di mattina sulla banchina del porto, a bordo della Ritmo 5 porte di mio padre, ci dirigemmo verso nord lungo la costa dalmata.

La città di Spalato ci apparve tranquilla e ospitale, sotto il caldo sole estivo d’agosto, fu così l’inizio di un emozionante viaggio attraverso i Balcani. Di questa esperienza mi restano solo diapositive finite chissà dove in garage (le classiche diapositive che si facevano vedere al ritorno agli amici durante una serata di fine estate in cui si parlava delle vacanze appena finite), poi ho i ricordi imprecisi di un bambino di 8 anni, come l’arrivo al Parco di Plivitc nel nord della Jugoslavia (oggi Croazia), rimasto tristemente famoso in seguito per le prime sparatorie all’inizio della guerra civile. Mi restano impresse le sensazioni e immagini della lunga visita alle grotte di Postumia (nella odierna Slovenia), poi il ritorno verso il sud dei Balcani è avvolto nella nebbia, senza ricordi di rilievo, fino al campeggio sulla costa dalmata, la breve fermata a Mostar, e il successivo arrivo a Dubrovnik.

Di quel viaggio di 30 anni fa dicevo che ricordo perlopiù sensazioni e immagini indelebili, come l’incantevole spettacolo di acque e canneti, sentieri e piccoli approdi sulle rive dei laghetti di Plivitch, ricordo poi molto bene il trenino a scartamento ridotto con cui ci addentrammo nelle umide gallerie che collegavano le grotte di Postumia piene di stalagmiti e stalattiti. Di Mostar ricordo solo una fugace visione del ponte che univa le due sponde della Neretva (anch’esso diventato poi un doloroso simbolo della guerra civile negli anni ’90).
Ricordo molto bene i tavolini affollati dei caffè sulla piazza principale di Dubrovnik, sorvolata da stormi di piccioni, ricordo le colonne e i resti romani sparsi per l’affollata città dalmata, e soprattutto ricordo mio padre che contrattava con un signore macedone di mezza età, l’acquisto di alcuni oggetti di legno intagliati che egli esponeva su una coperta stesa sul selciato, nei pressi delle mura della città. Da quel mercanteggiare durato pochi minuti, mio padre riportò a casa una tavola in legno intagliata con un semplice paesaggio rurale (un contadino che arava un campo con due cavalli), oltre ad una scacchiera in legno intarsiato che usiamo ancora oggi per sporadiche partite in famiglia.
Per gli ultimi giorni passati in un campeggio di Spalato, in attesa del traghetto di ritorno, mi restano brevi frammenti di pinete arse dal sole in una paesaggio mediterraneo molto simile a quello italiano, giornate pigre passate sulla spiaggia o all’ombra degli alberi. Ricordo anche la convenienza dei prezzi e del cambio dinaro-lira, negozi modesti e persone semplici e gentili, tranquillità e quiete fino al giorno del reimbarco sulla Tiziano, per la breve traversata dell’Adriatico che ci avrebbe riportati a Pescara. Così termino il mio primo viaggio di cui avrei parlato, da bambino, per mesi e anni fino allo sbiadire di quei ricordi resi grandiosi dall’infanzia e che mi restano ancora. frammentari ma indelebili.

La foto è tratta dal seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Socialista_Federale_di_Jugoslavia

Autore: Luca Colantonio

Traveler for passion, I like go around the world o visit the Europe whitout problems. Discover and live in different places is more important for me, that stay in the same place for all your life, because we have few time to make esperience firts the end...

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